Kino Nero 2021
Degustatore: Alessio Atti
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 09/2023
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: teroldego rotaliano 50%, merlot 40%, groppello 10%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: DE VESCOVI ULZBACH
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 13 a 16 euro
Non mi smentisco mai, arrivo quasi per caso e quasi all’improvviso, mi annuncio poco prima o quasi mai, ed entro nella vita di alcuni vignaioli, così, d’emblée.
Non lo faccio per mancanza di educazione ma spesso nel il mio vagar per vigneti scorgo un cartello, un’indicazione di un produttore e il gioco è fatto.
Discendo le montagne, vengo da Spormaggiore TN e dal Castello di Belfort dove ho visitato una meravigliosa azienda produttrice di miele. Dopo diverse curve mi ritrovo ad entrare nella Piana Rotaliana, le immense montagne si allargano, si allontanano e il senso di solitudine dato dalla distanza delle cose ti potrebbe pervadere. Sono diversi chilometri che sono accompagnato da monti che mi sfiorano, boschi che mi fanno ombra e ora l’ombra mi viene regalata dalle cime che sovrastano Mezzocorona.
L’effetto che queste cime hanno sul mio equilibrio psico-fisico è a dir poco notevole, il senso di pace che mi calma le tempeste, che mi silenzia la confusione, che mi rallenta il battito del cuore, mi sorprende ogni volta, come se fosse sempre la prima volta.
Questo è amore?
La gradevolissima temperatura che chiude l’estate indica anche il tempo della vendemmia, ai bordi di strade e sentieri, dove sono sistemati centinaia di filari di vite e meli, vedo accatastate decine di casse pronte a riempirsi del prodotto del costante e ciclico corso della natura dove terra acqua, sole e aria buona hanno realizzato anche quest’anno il miracolo.
Mi colpisce il perfetto ordine e la geometria, materia di precisione, con cui qui in Trentino Alto Adige sono disegnati gli inclinati campi che volgono alla pianura.
Ma la Piana Rotaliana è una vera pianura piuttosto ampia, non si scherza!
Tra strette stradine delimitate da muri di sasso, mi ritrovo a parcheggiare sotto le foglie di un filare di vite e noto intorno a me un certo movimento, un via vai di persone, ragazzi che tra una risata e l’altra salgono su automobili sporche di quella terra preziosa sulla quale andranno a lavorare. Sono auto che li accompagneranno tra i filari, sì perché oggi è il primo giorno di vendemmia.
In realtà i de Vescovi Ulzbach mi stavano attendendo, vista la frenetica attività mi sono annunciato… 10 minuti prima!
Questa azienda fa parte del Consorzio Vignaioli del Trentino che ha come scopo la rappresentanza, la promozione e fornitura dei servizi a quasi 60 soci che ne fanno parte e che operano su tutto il territorio del Trentino, dal Lago di Garda alle Dolomiti.
Il Consorzio ed i Vignaioli del Trentino si riconoscono in quattro valori fondamentali, che sono alla base del nostro modo di coltivare la terra e produrre i nostri vini: artigianalità, territorialità, qualità e sostenibilità.
Qui si respira storia, si vede, si sente. L’Azienda è sita in un’antica casa con corte che risale a 4 secoli fa. Infatti la famiglia de Vescovi alleva vite dal ‘600.
Importantissimo personaggio, Vigilio de Vescovi, dottore teologo ed anche funzionario del tesoro del Principe Vescovo della città di Trento, decano atesino, protonotario apostolico e delegato alla Dieta di Innsbruck per il Principe stesso nella seconda metà del XVII secolo si spostò con la famiglia da Vermiglio a Mezzocorona.
La Piana Rotaliana era già all’epoca un luogo dove l’agricoltura era ben avviata e i suoi prodotti erano conosciuti ben lontano da qui. Già da quasi un secolo e mezzo c’era un vino che aveva una fama eccezionale, il Teroldego.
La famiglia de Vescovi capì, con grande avvedutezza, quale fosse la strada da percorrere e che il vino poteva essere un ottimo affare. Passarono gli anni, i decenni, i secoli.
Le vendemmie ora sono centinaia, l’esperienza è veramente tanta. Siamo all’ultima generazione e Giulio de Vescovi che mi ha accolto, mi racconta brevemente della sua azienda poi corre da un gruppo di ragazzi, accompagnandoli verso il primo giorno di vendemmia.
Mi lascia nelle sapienti mani del padre che mi apre diverse bottiglie e mi prepara un delizioso piatto di formaggi e salumi tipici. Mi chiede di accomodarmi all’ombra di un pergolato e ci sediamo su un tavolo di pietra, fresco come l’aria che si respira. Mi porge i calici, uno per i bianchi, uno per i rosati, uno per i rossi.
Il bravo Giulio nel 2003 ha preso in mano questa antica azienda con un sogno, quello di realizzare grandi vini. Dopo la laurea ed esperienze lavorative in Italia e fuori dal Paese, dopo avere seguito tante vendemmie e curato diverse vinificazioni, dopo avere fatto prove su prove arriva il momento della prima vinificazione con la sua firma, quella del 2003. La grande consapevolezza e conoscenza delle sue terre danno ai de Vescovi la spinta per poter assemblare tradizione e innovazione, passato e presente con uno sguardo al domani.
Non posso fare a meno, qui nel cortile di questa antica casa, di notare particolari e dettagli che si sono fermati nel tempo, proprio qui è stata ristrutturata, con sapienza, la vecchia cantina, meravigliosa, che mantiene le fattezze di un tempo con pochi piccoli ammodernamenti. E’ tutto misurato, luce, temperatura, umidità. Un luogo perfetto per fare riposare i legni e le bottiglie.
Mi risveglia da questo luogo onirico e ovattato il signor de Vescovi quando la bottiglia viene stappata e con un sorriso mi chiede se fosse tutto a posto. Il calice si colora di Kino Nero.
Il Kino Nero racconta una curiosa storia, quella di Padre Eusebio Francesco Chini.
Nato nel 1645 nella Val di Non si trasferisce a Mezzocorona e passa anni presso il Maso della famiglia de Vescovi Ulzbach dove, da quel Vigilio de Vescovi. apprende i segreti della lavorazione della terra. Tra il Chini e la famiglia che lo ospita nasce un legame molto speciale, indissolubile. Entrato a far parte dell’Ordine dei Gesuiti, nel 1681 fu inviato nelle Americhe dove, divulgando le tecniche di coltivazione aiutò i nativi a ritagliarsi una loro indipendenza.
Per i suoi abiti scuri e la pelle bruciata dal sole venne da tutti chiamato “Contadino Nero”. Considerato uno dei padri fondatori dello stato dell’Arizona, un suo busto è oggi esposto a Washington.
Il vino che assaggerò è un blend che ripercorre la storia di questo personaggio così illustre. Il Kino Nero è composto da Groppello di Revò al 10% che è tipico della Val di Non, da dove proviene Padre Chini, da Teroldego al 50% che è il vino della Piana Rotaliana e da Merlot al 40% che è un vino che si trova anche nei territori delle sue Missioni oltreoceano.
Questo bellissimo assemblaggio trova dimora su diversi suoli, il Groppello su terreni argillosi; strati alluvionali in Piana Rotaliana per il Teroldego e limoso-argilloso in zona S.Michele all’Adige per il Merlot. Le altezze variano dai 220 ai 700 mt.
A fine settembre si va in vigna a raccogliere il Teroldego e il Merlot con selezione manuale dei grappoli in pianta, poi a metà ottobre, si raccoglie il Groppello con lo stesso metodo. Ultimamente le condizioni meteo non consentono di mantenere fissi i periodi di raccolta, a volte è necessario anticipare di qualche giorno. Dopo la diraspatura e una leggera pressatura, Giulio sceglie di fare la fermentazione alcolica controllando le temperature in legni conici francesi e in tonneaux aperti con l’utilizzo di lieviti selezionati.
Per 10-15 giorni si fanno rimontaggi e follature prima di passare alla malolattica che avviene spontaneamente, in legno, con temperatura controllata.
Dopo 2-4 mesi in bottiglia, dove i vini finiscono di conoscersi bene, si riposano e prendendo tra loro confidenza quindi sono pronti al commercio.
Balza subito agli occhi il bel colore rosso rubino, molto brillante con riflessi granata. Il naso è pervaso da un ricco bouquet che spazia dai frutti rossi alle spezie, ciliegia, amarena, mora e mirtillo danzano con un pepe nero elegante e fine. Abbastanza intenso, il sorso è piuttosto poderoso, il corpo mitiga una decisa freschezza e la persistenza lunga quanto basta a invitare al sorso successivo.
Nel complesso è un piacevolissimo prodotto, equilibrato, ben fatto e direi elegante. La vena rustica del Groppello è domata dalle succose trame scure del Merlot.
Ho provato questo vino con un roast-beef di cacciagione da pelo e ho trovato uno spettacolare abbinamento ma credo che una mai banale tagliatella al ragù possa trovare nel Kino Nero un partner giusto.
Ho acquistato qualche bottiglia per poter avere una esile campionatura degli eccellenti vini di de Vescovi Ulzbach perché secondo me ci rivedremo presto per discutere di altri prodotti.
Saluto Giulio e mi dirigo verso altre terre non lontane con il sorriso nel cuore, oggi storia, tradizione e calici preziosi mi hanno colmato di gioia.