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Insieme Orange 2022

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 08/2023


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: inzolia 80%, zibibbo 20%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: SANTA TRESA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo medio: da 14 a 18 euro
Vino BIO:
Vino VEGANO:


Come ho più volte raccontato in passato, quella di Santa Tresa è una realtà del tutto particolare perché nasce dalla passione per la Sicilia di due fratelli trentini, Stefano e Marina Girelli, che hanno portato sull’isola, a due passi da Vittoria, la loro esperienza di vignaioli, consapevoli che in una terra del genere si poteva e doveva lavorare nel massimo rispetto per l’ambiente.
In poco più di vent’anni hanno messo su una delle aziende più affascinanti di tutta la Sicilia, lavorando meticolosamente per ottenere qualcosa che fosse bello fuori quanto dentro e, soprattutto, vicino a un’idea di “naturale” che ha un concreto riscontro in tutti i processi da cui nascono i vini.
Non poteva mancare nel loro percorso la realizzazione di un “orange wine”, che sfido chiunque a riconoscere come tale alla cieca, sto parlando dell’Insieme Orange, il cui nome e la cui immagine rappresentata in etichetta nascono per celebrare i momenti di condivisione tra familiari e amici.
Dopo la raccolta rigorosamente manuale a piena maturazione, le uve inzolia (80%) e zibibbo (20%) vengono diraspate, sottoposte a pigiatura soffice e vinificate separatamente. La fermentazione avviene a temperatura controllata tra 17 e 19°C, mantenendo il vino a contatto con le bucce, che per l’inzolia dura 2-3 settimane, mentre per lo zibibbo arriva fino a 6 settimane. Nei primi 7-10 giorni di fermentazione vengono effettuate follature giornaliere. Successivamente i vini ottenuti vengono assemblati e lasciati ancora sulle fecce fini
per altri 3 mesi prima di andare ad affinare in bottiglia.

Bianco Insieme Orange 2022 Santa Tresa

Il risultato a mio avviso è sorprendente: il colore è esattamente quello dell’arancia, limpidissimo e luminoso, il bouquet è delizioso, emergono note di pompelmo rosa, arancia, cedro, limone e altri agrumi che non richiamano alcun tratto asprigno, ma denotano una perfetta maturazione del frutto; poi arrivano venature mentolate e fresche, una punta di pepe bianco, pennellate di erbe aromatiche, tratti riconducibili alla presenza dello zibibbo come l’albicocca e la zagara.
Al palato è freschissimo, succoso, con una vena salina spiccata e quelle sensazioni che richiamano la tanto discussa mineralità; colpisce per persistenza e precisione esecutiva, a mio parere si distingue fortemente da gran parte degli orange italiani, non solo dal punto di vista aromatico, ma anche per un taglio espressivo che gli dona un carattere proprio e una “leggerezza” che non è poi così frequente in questa tipologia di vino. Sarei curioso di riassaggiarlo fra una decina d’anni…

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