Barbera d’Asti Superiore Carlo Alfieri 2015
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2023
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 15%
Produttore: MARCHESI ALFIERI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre 50 euro
A circa otto mesi dall’approfondimento dedicato a Marchesi Alfieri, storica cantina di San Martino Alfieri (AT), torniamo a parlare di un nuovo vino che ho avuto personalmente il piacere di degustare durante l’evento dedicato al trentennale della Barbera d’Asti Superiore Alfiera. Il vino in questione, prodotto soltanto in annate particolarmente favorevoli, rappresenta la massima aspirazione aziendale in termini qualitativi, di ricerca e studio del territorio.
Non può che essere dedicato ad un personaggio chiave legato alla storia di questa nobile famiglia piemontese, Carlo Alfieri di Sostegno, colui che rivoluzionò non solo l’attività di famiglia ma diversi elementi dell’enologia piemontese, tra cui ad esempio il pinot nero all’interno della regione nella seconda metà dell’Ottocento. La punta di diamante dell’Azienda, ovvero un’etichetta prodotta con sole uve barbera in purezza da lungo affinamento, è un prodotto molto importante per Mario Olivero, enologo storico della Cantina, e per le sorelle Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano, attuali proprietarie.
L’annata 2015, calda tuttavia lontana anni luce dai picchi di afa e siccità che hanno caratterizzato alcuni millesimi successivi, è il frutto di un’attenta selezione in vendemmia della parcella di vigneto che meglio ha saputo esprimere le peculiarità del territorio, attraverso il potenziale qualitativo delle uve. Ci troviamo esattamente sulla sinistra orografica della valle del fiume Tanaro, la cui origine geologica è collegata a processi erosionali di età Pleistocenica su un ambiente deposizionale di tipo marino, denominato Bacino terziario piemontese.
Il suolo di queste colline è simile in parte a quello del Roero, dove sabbia e calcare sono protagonisti indiscussi. In vigna viene attuato il diradamento dei grappoli nel mese di agosto e raccolta manuale delle uve nella seconda settimana del mese di settembre, produzione di uva per ceppo = 1 kg. In cantina il controllo finale della qualità della materia prima avviene sul tavolo di cernita, seguito da diraspapigiatura soffice. La fermentazione sulle bucce, alla temperatura di 28-30°C, dura circa 20 giorni con délestage e leggeri rimontaggi; fermentazione malolattica in barriques di rovere francese da 225 e 500 l., prolungata permanenza sulle fecce fini con bâtonnage e lungo affinamento in legno. Riposa in bottiglia per ben 4 anni prima della messa in vendita. Degustato alla cieca questo vino metterebbe in difficoltà parecchi nasi e palati allenati, il pensiero vola inevitabilmente ad alcuni grand cru di Bordeaux, soprattutto a livello gustativo: seta che gioca ad imitar la stoffa; tuttavia fare paragoni ha ben poco senso perché ci si accorge subito che il respiro è profondamente piemontese. La trama cromatica è piuttosto calda, estratto da vendere e tonalità vivace: un bel rubino con evidenti riflessi granata.
Il timbro olfattivo è sussurrato e per nulla adombrante, appare evidente il grosso lavoro di selezione fatto in vigna e la mano gentile in cantina. In sequenza: amarena, garofano selvatico, ribes e pepe nero, tabacco vanigliato, cuoio; con lenta ossigenazione si apre a suggestioni balsamiche fresche e spigliate di eucalipto e note di cosmesi molto eleganti tra cui rossetto/cipria.
Assaggiandone un sorso ci si rende subito conto di aver a che fare con un fuoriclasse: la sua capacità di riempire il palato, e contestualmente imprimere un timbro arioso, fresco, deciso e dal tannino puntiforme non è un affare che capita tutti i giorni; inoltre è un vino di lunga gettata in grado di contrastare alla perfezione una guancia di manzo brasata con polenta rigorosamente integrale.
Cinque chiocciole strameritate.