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Etna Rosso Erse Moscamento 1911 2018

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2022


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nerello mascalese
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: TENUTA DI FESSINA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 28 euro


Moscamento 1911 è il nome della contrada dove dal 1932 dimora il vigneto di nerello mascalese che compone l’Etna Rosso Erse. Tutto ha avuto inizio nel 2006, quando Silvia Maestrelli, enologa fiorentina trapiantata a Milano per amore del marito Roberto Silva, “scese” con lui in Sicilia, nel versante nord dell’Etna nei pressi di Rovittello, e scoprì un luogo straordinario, che li convinse a realizzare un sogno vitivinicolo in una terra piena di contraddizioni ma fortemente identitaria e ricca di fascino.
Purtroppo il 29 febbraio di quest’anno Silvia è morta dopo una lunga malattia, ma la famiglia Silva ha continuato a portare avanti il progetto iniziato nel 2007, dopo lunghe trattative con i numerosi proprietari delle terre e delle vigne. Al loro fianco, sin dall’inizio, Jacopo Maniaci, oggi direttore tecnico e amministratore delegato di Tenuta di Fessina (i cui vini sono distribuiti da Compagnia del vino).
Partendo da nord nel 2007, con la prima vendemmia di Nerello Mascalese, la Tenuta si è estesa poi a sud ovest nel 2009 e infine ad est, nel comune di Milo, a partire dal 2012.
Tornando a Rovittello, siamo in una zona che nel 1911 ha subito un’eruzione, il vigneto di nerello mascalese, solo mezzo ettaro, si estende lungo declivi sabbiosi e freddi a 700 metri di altitudine.
L’annata 2018 ha avuto un inverno freddo e piovoso, con nevicate abbondanti anche a bassa quota fino a marzo. Aprile più mite, mentre a ridosso di maggio il clima è nuovamente peggiorato, tutto il versante Nord ha subito diverse gelate e notti sotto 0°C. Per fortuna l’estate si è presentata più coerente, secca e costante, anche se in alcune giornate ha superato i 40°C, ma sempre con notevoli escursioni termiche fra giorno e notte.
A fine agosto sono tornate le piogge e si sono abbassate le temperature, anche in fase di vendemmia; ciò nonostante, la parcella 1911, grazie alla sua collocazione nascosta a ridosso dell’omonima sciara (accumulo vulcanico che si forma sulla superficie o ai lati delle colate laviche) e all’età media elevata delle viti ad alberello, circa 80 anni, il risultato è stato ben al di sopra delle attese.
Le uve di nerello mascalese, dopo un’accurata selezione in vigna e sul nastro di cernita in cantina, hanno subito una diraspa-pigiatura soffice a rulli, fermentazione in vasca d’acciaio inox a temperatura controllata, una settimana di macerazione a contatto con le bucce a 23-26°C, maturazione in tonneaux e botte da 35 hl di rovere francese per 24 mesi, affinamento di un anno in bottiglia.
Nel calice l’Erse mostra un colore rubino luminoso di bella trasparenza e un bouquet di grande fascino, con note di viola, timo, rosmarino, lentisco, pepe rosa, fico rosso, arancia sanguinella, amarena, sensazioni ferrose ed ematiche, incenso.
Al palato il vino mostra una spiccata vena acida e una decisa sapidità, la materia è fine, elegante, senza certe opulenze che a volte si trovano nei vini rossi siciliani, qui è tutto giocato sulla bevibilità, il frutto è fresco e carnoso, avvolgente, la sensazione è di un vino altamente digeribile, grazie anche alla gradazione contenuta (13% vol.). Ha anche un’ottima capacità evolutiva, ma berlo adesso non è certo sbagliato, se ne può apprezzare tutto il brio giovanile, tutta l’energia che il vulcano e il sole isolano gli hanno donato.

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