Vermentino di Sardegna Pariglia 2021
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2022
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: vermentino
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: CONTINI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 8 a 12 euro
Iniziamo la lunga sequenza di vini, ben 12 etichette, presentate dalla Cantina Contini di Cabras (OR) attiva sin dal 1898 nei confronti della salvaguardia e produzione enologica sarda realizzata con l’impiego dei classici vitigni dell’isola. La Sardegna, da ormai molti anni, ha visto crescere l’interesse da parte del pubblico e degli appassionati tanto nei vini bianchi quanto nei rossi.
Ma è sempre bene partire dalla prima categoria perché il vermentino, cultivar di riferimento da queste parti, è in grado di riservare piacevoli sorprese. La prima etichetta riporta uno strano nome: Pariglia, un omaggio alle spettacolari esibizioni a cavallo che si svolgono durante la Sartiglia, così chiamata la tipica giostra equestre sarda squisitamente rappresentativa delle tradizioni agrarie isolane. Il vitigno sopracitato, tra le uve di riferimento non solo della Sardegna ma di gran parte del Mediterraneo, è in questo caso vinificato ed imbottigliato in purezza e affonda le proprie radici su terreni di origine vulcanica caratterizzati da disfacimento di ossidiana, ovvero il classico “vetro nero”; la zona circonda appunto le Terre di Ossidiana del Monte Arci.
Siamo ad un’altitudine di circa 100 metri sul livello del mare, il clima è ovviamente di tipo mediterraneo dove inverni miti ed estati calde e ben ventilate, con buone escursioni termiche, sono responsabili degli aromi delle uve. L’allevamento prescelto è a spalliera (guyot e cordone speronato), la resa si attesta attorno ai 70-80 quintali per ettaro. Vendemmia svolta durate la prima metà di settembre, in cantina si parte da una pigiadiraspatura, segue pressatura soffice e fermentazione in vasche d’acciaio inox a temperatura controllata (16-18°C), affinamento nel medesimo contenitore più qualche mese in bottiglia prima della vendita.
Paglierino solare all’interno del calice, riflessi chiari e media consistenza. Naso impregnato di frutti croccanti e fiori freschi, in sequenza distinguo: scorza di limone, melone gialletto, acacia, susina gialla e una nitida scia salmastra che aumenta con il trascorrere dei minuti; mandorla tostata in chiusura e miele ai millefiori, gran ben naso, definito, cangiante.
In bocca la morbidezza è presto ravvivata da un ritorno agrumato che convince appieno, la sapidità aumenta progressivamente e l’alcol è ben integrato alla materia. Un vino “pericoloso” a tavola, si beve di gran gusto, soprattutto in abbinamento ad una classica insalata di aragostelle condita con aglio, sedano e olio evo rigorosamente sardo. Quattro chiocciole abbondanti, prezzo davvero interessante.