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Bianco Slatnik 2020

Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2022


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: chardonnay, friulano
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: RADIKON – Azienda Agricola Stanislao Radikon

Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 30 a 40 euro


Era l’11 settembre 2016 quando Stanko ha abbandonato questa terra dopo una lunga malattia, ricordo le riunioni fra produttori e giornalisti durante i primi anni di Terre di Vite, c’era fermento e anche discussioni accese, Radikon era indubbiamente uno degli uomini chiave di quel movimento che ha sicuramente rimosso molta polvere da regole generalizzate e spesso inadeguate per un mondo tanto complesso e variegato come quello del vino.
Saša, Suzana, Ivana, Savina e Luisa hanno certamente colto il messaggio e la passione che c’era nel loro padre, infatti i vini oggi hanno un profilo che rappresenta la logica evoluzione di quell’impronta, migliorata con l’esperienza e quell’attenzione meticolosa che è sempre stata presente in casa Radikon, a Oslavia.
Lo Slatnik fa parte del trittico della linea “S”, il suo nome credo significhi “dolce”, anche se il vino non lo è affatto da un punto di vista zuccherino. Come da tradizione subisce una macerazione in tini troncoconici che può durare fino a due settimane piene, con 3-4 follature manuali al giorno. La fermentazione è spontanea con lieviti indigeni, dopo la svinatura il vino matura in borri da 20 e 35 Hl per 18 mesi.
Come potete immaginare rientra nella categoria dei cosiddetti “orange”, per il suo colore caratteristico molto vicino all’oro antico con riverberi aranciati e per il metodo di vinificazione (con le dovute differenze di contenitori).
Per spazzare via inutili questioni sui vini naturali, sinceramente stancanti e fuorvianti, dico subito che questo bianco è tecnicamente perfetto, non ha derive di alcun tipo e il matrimonio fra chardonnay e friulano ha generato sentori di frutta candita, arancia, albicocca, mango, note di cannella, muschio, resina e molto altro.
Al palato è salino, fortemente, eredità della macerazione e della ponka da cui proviene, la leggera tannicità unita alla freschezza gli danno intensità e dinamicità, rendendo il sorso davvero stimolante e ricco, persistente.
Anche se è estate non servitelo troppo freddo, tra i 12 e 13 gradi va più che bene, ha maggiore equilibrio e bevibilità.

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