Albugnano Superiore 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2022
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: TENUTA TAMBURNIN
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Mentre organizzo le idee e degusto l’ottava etichetta del mio approfondimento dedicato all’Albugnano Doc, apprendo la notizia relativa alla nuova nomina a Presidente dell’Associazione Albugnano 549 di Valeria Gaidano, protagonista di Tenuta Tamburnin e dunque del mio nuovo articolo. Affiancata da Mauro Roggero, vicepresidente, Valeria succede ad Andrea Maria Pirollo che ha guidato con entusiasmo l’associazione dal 2017 – epoca della sua nascita – ad oggi, disegnando un percorso lineare e di assoluta crescita per il territorio. “Il mio impegno oggi è volto a consolidare e promuovere l’identità enologica, storica, culturale e ambientale del territorio di produzione dell’Albugnano DOC, sotto la tutela del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato di cui la nostra doc fa parte, e in stretta relazione con le altre realtà locali tra le quali spicca la nuova Enoteca Regionale dell’Albugnano, simbolo dello sviluppo del Nord Astigiano da cui la nostra identità ha origine” afferma Valeria Gaidano.
Tenuta Tamburnin ha origini piuttosto antiche, si parla di fine Settecento, la proprietà è della famiglia Gaidano dal 2004. La Cantina è situata a Castelnuovo Don Bosco nel cosiddetto Monferrato Astigiano. Sono ben nove gli ettari vitati situati in un solo appezzamento; la certificazione biologica è tale dal 2020, una scelta coraggiosa che dimostra quanto l’Azienda tenga al territorio e al rispetto dell’ambiente circostante. Alcuni ceppi hanno oltre 40 anni e le pratiche agronomiche adottate danno rese molto limitate. Veniamo al vino prodotto con uve 100% nebbiolo allevate a Guyot nel comune di Castelnuovo Don Bosco (AT) e raccolte nella prima metà di ottobre. I terreni sono di origine marino sedimentaria con strati superficiali limoso – sabbiosi a carattere calcareo. Macerazione di 10 – 12 giorni, malolattica svolta e affinamento di un anno e mezzo in botte da 20 hl più sei mesi in bottiglia.
Calice granato con riflessi rubino piuttosto vivaci, si apre a percezioni leggermente boisé che rimandano alla legna arsa, alla cenere, con incursioni di spezie orientali e un frutto rosso carnoso, maturo, ben lontano dai toni esausti che precludono molte volte l’idea di eleganza in un buon bicchiere di Nebbiolo.
In bocca la materia c’è e si sente tutta, tannino cesellato, dolce, la sensazione iniziale di morbidezza è presto spazzata via da un ritorno di acidità – e da un’impronta salina – da grande vino piemontese che non teme il lungo invecchiamento. Cinque chiocciole a man bassa, è un assist perfetto per una guancia di manzo brasata con purè di patate e cipolline borettane.