Barolo Bricco delle Viole 2007
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2016
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: G.D.VAJRA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 40 a 50 euro
Impossibile non percepire un legame fra la personalità di Aldo Vajra e quella dei suoi vini. È vero che li produce in collaborazione con Gianfranco Cordero e Matteo Gerbi, ma se vogliamo parlare di stile, di eleganza, di interpretazione del territorio, di “visione d’insieme”, la sua mano, il suo cuore e la sua testa sono tutti lì. Il garbo di Aldo quando parla, quel velo mistico che affiora sempre dai suoi discorsi, la voglia di fare al meglio qualsiasi strada intraprenda ma mai con presunzione, che si tratti dei vitigni di tradizione come nebbiolo, freisa, barbera, dolcetto, o dei più desueti riesling e viognier, rappresentano un chiaro esempio di cosa vuol dire questo imprescindibile legame, che è poi ciò che fa la vera differenza da un semplice produttore di vino.
Come se non bastasse Aldo non può che avere un profondo rispetto per la natura e il suo approccio in vigna potrebbe mettere in riga parecchi produttori biologici. In cantina rimani affascinato dai colori delle vetrate artistiche di Padre Costantino, che infondono una luce capace di trasformare tutto ciò che è metallico in qualcosa di caldo e armonico.
Il Barolo Bricco delle Viole rappresenta a mio avviso l’emblema di questa splendida realtà langhetta, nella versione 2007 gode di un millesimo caldo ma equilibrato, capace di esprimere profumi agrumati, intensi e ricchi di fascino, la venatura floreale di viole e roselline è perfetta compagna di un bouquet al quale non sembra mancare nulla; sfumature tra china e rabarbaro si alternano ad accenti di spezie orientali, cumino, cardamomo, liquirizia; non è facile incontrare tra le vigne del comune di Barolo un vino di tale garbo e finezza espressiva.
L’assaggio rivela una materia che non è da meno, il tannino setoso è in perfetta fusione con un corpo che mantiene un’eleganza e una classe non comuni, riproponendo quell’affascinante trama agrumata che sembra caratterizzarlo in modo inequivocabile. Finale lungo, complesso, profondissimo. Un grande Barolo.