Nero d’Avola Placido Rizzotto 2012
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@
Data degustazione: 01/2014
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: nero d’Avola
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: CENTOPASSI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 5,00 a 7,50 euro
Vino BIO: sì
Quella di Centopassi è una storia che tutti dovrebbero conoscere, nasce dalla fusione di tre cooperative sociali che operano nell’Alto Belice Corleonese: “Placido Rizzotto – Libera Terra”, “Pio La Torre – Libera Terra” e “Lavoro”, tutte operanti sui beni confiscati a Cosa Nostra e affidati loro dal Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità. Le tre cooperative aderiscono a “Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, fondata il 25 marzo 1995 da Don Luigi Ciotti con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Libera opera in un’infinità di campi e Centopassi rappresenta il settore dedicato alla vitivinicoltura, dimostrando in questi anni di essere in grado di proporre prodotti di eccellente qualità.
Personalmente ho più volte “testato” anche le linee alimentari, tutte sempre sotto il marchio “Libera Terra”, le impressioni sono state ottime, in particolare sulla qualità della pasta, fra le migliori che abbia mai provato, tanto che ormai da anni fa parte dei miei acquisti abituali. Ma tornando al vino e a Centopassi, questo è il primo di una lunga lista di vini di cui vi racconterò in questo 2014 appena iniziato, perché questa associazione merita davvero di essere conosciuta da tutti, per i principi che la governano, per le persone che forniscono linfa, esperienza, capacità, spirito di cooperazione. Oggi sono ben 90 gli ettari vitati su un totale di 400, tutte terre confiscate alla mafia, terre che erano completamente abbandonate e che queste cooperative hanno potuto riportare alla vita, un esempio per tutti in un’epoca in cui sentiamo tante chiacchiere mentre il Paese affonda, comportamenti imperdonabili e ingiustificabili che dovrebbero stimolare una reazione attiva della popolazione, una presa di coscienza che purtroppo stenta ad arrivare.
Le uve di questo Nero d’Avola provengono principalmente dal vigneto Tagliavia, situato a circa 500 metri s.l.m. nei pressi di Monreale. Insieme ad altri tre vini compone la linea Placido Rizzotto, dedicata al sindacalista corleonese, rapito e ucciso dalla mafia il 10 marzo 1948 per l’impegno profuso al fianco dei contadini nella liberazione delle loro terre dall’oppressione mafiosa. Il vino è dedicato anche al pastorello Giuseppe Letizia che assistette al suo omicidio di nascosto e vide in faccia gli assassini, questo gli fu fatale: il mandante stesso dell’omicidio di Rizzotto, Michele Navarra, avendolo scoperto, si occupò di eliminarlo con un’iniezione letale.
Nel calice si offre di colore rubino di buona intensità, l’impatto iniziale richiama subito il frutto, prugna e marasca appena mature, bacche selvatiche, sottobosco e liquirizia. Al palato è fresco, piacevole, con un tannino levigato e non aggressivo, buon ritorno fruttato con un leggero cedimento amarognolo nel finale. Non è un vino complesso ma di facile approccio, che esprime molto bene il carattere del vitigno. Può migliorare ancora per i prossimi 12-18 mesi.