Piculit Neri Parvus 2018
Degustatore: Mario Crosta
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 02/2022
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: piculit neri
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: RONCO MARGHERITA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Il piculit neri è un vitigno autoctono antichissimo a bacca rossa autoctono friulano, quasi dimenticato e lasciato in via estinzione (che non va confuso con il più famoso picolit dalla bacca bianca) e che è sempre stato coltivato da secoli in particolare nell’area collinare a sud di Pordenone che comprende Valeriano, Pinzano al Tagliamento e Castelnuovo del Friuli. Riscoperto da Emilio Bulfon nella località di Costabeorchia del Comune di Pinzano al Tagliamento alle pendici del monte Molimes, nonché da Ruggero Forti, uno dei padri della viticultura friulana moderna, scomparso a 82 anni nel 2015, che lo aveva salvato nella sua antica tenuta oggi appartenente al trevigiano Alessandro Bellio con il nome di Ronco Margherita, dedicato nel 2009 alla sua compagna Margherita, cioè Małgorzata Katarzyna Wieczorek, detta affettuosamente Gosia (si pronuncia Goscia).

Margherita è dunque una bella signora polacca attratta fin da adolescente dai vigneti che, una volta completati gli studi universitari era partita con entusiasmo per l’Italia allo scopo di iniziare la sua grande avventura nel mondo della viticoltura proprio nell’azienda di Alessandro Bellio che aveva smesso di giocare a rugby da vero campione per fare il vitivinicoltore e che, dopo breve tempo, era anche diventato suo compagno di vita.
Il nome del vitigno deriva dall’aggettivo locale “piculit” che in lingua friulana significa “piccolino” e con ogni probabilità si riferisce alle dimensioni dei suoi grappoli e/o anche dei suoi acini, oppure a quel toponimo che è riportato sulle vecchie mappe napoleoniche e che si riferiva a una piccola collina. Si coltiva soltanto nella limitata zona in cui ha avuto origine, come prescrive uno specifico Regolamento regionale.
Il vitigno, che è comunque da associare ai Refosco, anche se le ricerche della sua coltivazione sono piuttosto recenti, si presenta con grappoli e bacche di dimensioni piccole. I grappoli sono di forma cilindro-conica, abbastanza compatta, e in qualche caso alata. Gli acini sono piuttosto piccoli e in rari casi di dimensioni medie, sempre di forma sferica, con un po’ di pruina sulle bucce di buona consistenza e di colore blu. Si vendemmia generalmente a mano verso i primi di ottobre.
Il ”Parvus” Piculit Neri IGT delle Venezie 2018 è una vera chicca e proviene da uve del tipico vitigno piculit neri in purezza provenienti da viti allevate a Guyot con densità di 4.500 viti per ettaro e vendemmiate soltanto dopo circa 15/20 giorni dallo schiacciamento manuale del picciolo allo scopo di avviare il periodo di appassimento del grappolo sulla pianta (tra la metà di settembre e i primi giorni di ottobre), quando vengono raccolte al miglior grado di maturazione zuccherina e fenolica intorno alla prima metà di ottobre e sottoposte a un’ulteriore selezione qualitativa in cantina. Dopo la diraspatura e una pigiatura delicata, è stata avviata la fermentazione con macerazione in vinificatori di acciaio inox a temperatura controllata effettuando frequenti svuotamenti e rimontaggi (delestage) per un periodo di circa sette giorni allo scopo di favorire l’estrazione della componente aromatica e fenolica dalle bucce. Dopo la svinatura si completa la malolattica in barriques di rovere francese per 12 mesi, quindi si realizza l’assemblaggio e si procede con l’affinamento in bottiglia per almeno sei mesi. Tenore alcolico del 13%.
Di colore rosso rubino luminoso con riflessi purpurei e violacei, come i chicchi della melagrana, evidenzia tutta la tipicità della piccola bacca di quest’uva mitica che all’attacco sprigiona un profumo unico e fine di piccoli frutti rossi e un bouquet ricco di aromi di amarena, marasca, corniola e sambuco nero tra sfumature di spezie scure. In bocca rilascia una piacevole sensazione di calore, è asciutto, morbido e corposo, dai tannini ben domati con una struttura affascinante per le sue doti di finezza e intensità su fondo sapido. Nel finale si sente la ciliegia nera con una sfumatura amaricante. Consiglierei di servirlo a una temperatura tra 15 e 17 °C e di non superare i 18°C, è più gradevole quand’è più fresco della temperatura ambiente.
È ottimo con carni di selvaggina da pelo o da piuma, specialmente con il petto d’anatra cucinato con chicchi di melagrana che ne ricordano il colore, formaggi stagionati come quelli ubriachi cioè invecchiati nelle vinacce e pietanze di arrosto o umido di carni scure.