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Albugnano Carpinella 2017

Albugnano Carpinella 2017 PianfioritoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione:
02/2022


Tipologia: Doc Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PIANFIORITO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enotecada 10 a 15 euro


È doveroso da parte mia iniziare questa lunga carrellata, dedicata ai vini promossi dall’Associazione Albugnano 549, partendo dall’Azienda Agricola Pianfiorito. Il motivo è molto semplice: la famiglia Binello ha sempre sostenuto questa denominazione, ha divulgato con tenacia e passione il verbo anche in tempi bui, tempi in cui la stessa era da considerarsi poco più che una curiosità da studiacchiare durante qualche corso sul vino. Ho visitato personalmente la Cantina e sugli scaffali, ancor oggi, è possibile trovare bottiglie ad esempio dell’annata 2001. Per dovere di cronaca ricordo ai più che la Doc è stata istituita nel 1997, e per tutti coloro che non hanno letto l’articolo dedicato all’Associazione Albugnano 549 sarà facile rimediare cliccando qui.
Nata nel 1947 e situata in Località Santo Stefano (AT), l’Azienda vanta ai giorni nostri un orientamento produttivo incentrato sulla policoltura, si estende su una superfice di 70 ettari di cui 14 dedicati a vigneto. L’Albugnano 2017 Carpinella è un nebbiolo 100 % allevato nel comune omonimo ad un’altitudine di oltre 400 metri, i terreni da queste parti sono caratterizzati da formazioni di Baldissero – calcareo. Il sistema d’allevamento prescelto è il guyot a controspalliera, le vigne sono state impiantate nel 1972.
La vendemmia avviene attorno alla prima decade di ottobre, vinificazione tradizionale a cappello galleggiante per 12 giorni ad una temperatura controllata di 26-28°C, durante questo periodo vengono effettuati rimontaggi e 2 dèlestage per estrarre i componenti nobili delle bucce, in seguito avviene la fermentazione malolattica e successivamente il vino viene immesso in legno dove affina per 18 mesi in piccole botti da 225 l. di rovere francese, più sei mesi in bottiglia prima della vendita.
Trama granato con riflessi rubino piuttosto evidenti, il naso rimanda a sensazioni dolci-acide incentrate su un profilo fresco e slanciato: ribes, eucalipto, calcare, pepe nero, legno di rosa e arancia rossa sanguinella; con lenta ossigenazione grafite e rossetto, l’ossigeno non fa altro che dipingere un affresco elegante che s’ingentilisce sempre più.
Al palato la musica è pressoché la stessa, succoso, agile, il tannino è seta che post deglutizione s’irrigidisce e gioca ad imitar la stoffa; vibrante sapidità su un corpo coerente a tutto l’insieme. Convince per la profondità gustativa e la grazia con cui lo si ricorda. Iniziamo col “botto”, sono 5 chiocciole piene cari miei. Su una guancia di manzo brasata è perfetto.

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