Terre Alfieri Arneis Prasulè 2020
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2022
Tipologia: Docg Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13,5%
Produttore: ENRICO VAUDANO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,5 a 10 euro
Vaudano Gaggìe, anche nota come Vaudano Enrico e Figli, è la storia di tre generazioni di uomini e donne e quasi un secolo di vendemmie. L’esperienza è come un contenitore pieno di successi, fallimenti, sfide e traguardi da inseguire. Enrico e Matilde i pionieri, oggi Tommaso, Davide ed Enrico, coadiuvato dall’impegno delle rispettive famiglie, continuano il viaggio di questa bella realtà vitivinicola di Cisterna d’Asti che conta 45 ettari, 20 conferitori e circa 200.000 bottiglie prodotte annualmente.
L’obiettivo è inseguire a tutti i costi un traguardo che ha come meta la qualità della materia prima nel rispetto della propria terra e tradizione piemontese. Massima attenzione è riservata ai vitigni tradizionali del territorio quali nebbiolo, barbera e arneis. Particolari cure vengono dedicate ad un’altra varietà autoctona di questa regione, la croatina, da cui si ottiene il Cisterna d’Asti Doc Dragone, che in futuro mi auguro di recensire, perché frutto di una delle zone più vocate del suddetto comune chiamata Roche. Per il momento continua il mio viaggio nel mondo di Terre Alfieri ed è l’Arneis Prasulè 2020 il protagonista indiscusso di questo articolo.
Le uve crescono baciate dal sole su rilievi esposti ad est, da 250 a 340 m s.l.m., con buona pendenza e terreni di origine pliocenica caratterizzati da sabbie, in cui vengono costantemente ritrovate conchiglie fossili, e da calcare e argille delle terre blu. Vendemmia manuale, resa per ha 70 q.; la vinificazione parte con una pressatura soffice, fermentazione a bassa temperatura dopo crio-macerazione, l’affinamento è svolto in serbatoi d’acciaio a 5-7°C.
Paglierino vivace, luminoso, eleganti riflessi oro antico a bordo bicchiere, trama di buona consistenza. Naso intenso, austero, sulle prime ricordi di kiwi e ananas acerbo lasciano presto spazio ad una scia di calcare e agrume dove il limone incontra il tiglio e la pesca noce chiude un quadro olfattivo di media complessità e notevole pulizia.
In bocca, morbidezza e vitalità caratterizzano un sorso di media struttura, lunga scia sapida e coerenza di toni agrumati, impegna il giusto senza appesantire, come si confà ad un Arneis che si rispetti. Godurioso l’abbinamento con piatto di seppie in zimino, tipica ricetta ligure, regione che col Piemonte ha davvero tanto da spartire.