Barbaresco Castellizzano 2018
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: PERTINACE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Dopo aver recensito il Barbaresco d’ingresso della Cantina Pertinace e le caratteristiche dell’annata 2018 in quel di Treiso (CN), piccolo borgo langarolo dov’è ubicata l’Azienda dal 1973, mi occuperò di illustrare nelle prossime tre pubblicazioni le MGA (Menzione Geografica Aggiuntiva) protagoniste di questa solida realtà Cooperativa piemontese. Iniziamo dal Castellizzano, 1,20 Ha di proprietà, storico vigneto in Treiso dove Pertinace alleva uve nebbiolo in un’area vitivinicola orientata verso Neive, pieno sud est. Rispetto agli altri due cru che vedremo in seguito, Nervo e Marcarini, qui le colline sono più dolci e a tratti risultano quasi pianeggianti; anche la matrice del terreno è completamente diversa. Il terreno ha un colore più rossiccio per via della presenza di sabbie, argilla e limo.
La bellezza del paesaggio e le peculiarità di ogni singolo appezzamento sono il patrimonio da difendere ad ogni costo, attraverso una viticoltura integrata, rispettosa dell’ambiente, filosofia che contraddistingue la produzione aziendale. Resa per ettaro 50 Hl, 40-60 giorni in vasche d’acciaio inox a cappello sommerso, temperatura controllata, segue un affinamento di 18 mesi in grandi botti di rovere di Slavonia. 14,5% vol., granato caldo, riflessi rubino e buona concentrazione nel bicchiere. Impatto iniziale giocato su dolci ricordi di frutta matura e spezie dolci: amarena, ribes nero e noce moscata su foglia di tabacco e liquirizia in caramella. Dopo una decina di minuti il registro cambia nettamente, palesando eucalipto, suggestioni autunnali di terriccio umido e funghi secchi.
In bocca è ancora tesissimo, il tannino scalpita ma ha grana fine, un profilo dolce-acido che stimola la salivazione ed appaga per pienezza e corpo bilanciato ad una sapidità pronunciata, mai invadente, così come l’alcol. Vino in divenire, oggigiorno incarna il massimo del suo splendore in abbinamento a un buon cinghiale in umido con funghi porcini. Quattro chiocciole abbondanti.