Roero Raiz Fil 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CARLO CASETTA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Lo aspettavo con ansia, last but not least, sì perché pur essendo l’ultimo a uscire, in realtà è il gioiello di Carlo Casetta, il nebbiolo che vuole dare il meglio, non a caso si chiama “Fil”, che in piemontese potrebbe essere tradotto in senso ampio come filo conduttore, in grado di trasmettere emozioni e sentimenti, non a caso in inglese il verbo to feel si pronuncia allo stesso modo.
Avendo assaggiato tutti i vini della giovane cantina di Montà, ho già un quadro chiaro delle sue potenzialità, sono certo che questo Roero 2019 abbia tutte le carte in regola per lasciare il segno.
Tre settimane di macerazione per estrarre tutto il corredo delle uve accuratamente selezionate e diraspate, 12 mesi di maturazione in botte e un sano riposo in bottiglia per almeno 6 mesi.
Basta osservarlo nel calice per rendersi conto che è nebbiolo, quel colore granato trasparente ma dai riflessi caldi e avvolgenti rappresenta già un eccellente biglietto da visita.
E sì, il bouquet è molto fine e invitante, al contrario di una fresca Barbera o di un pimpante Dolcetto, questo vino ti raccomanda di andare piano, di assaporare momento dopo momento, di soffermarti su quegli odori che si elevano per essere colti, non puoi fare a meno di notare l’andamento austero ma vellutatissimo, il legno evapora velocemente lasciando spazio alla viola, alla ciliegia, alla liquirizia, alla vaniglia (che è parte delle espressioni del nebbiolo, la si può cogliere anche senza uso del legno), un sottile ordito agrumato fa da contraltare a una gradevole vena balsamica; si sta formando già una raffinata speziatura, che al momento si disvela in toni di pepe bianco, cumino.
L’impatto al gusto è calibrato, ti avvolge con grazia, senza esuberanza, c’è una netta freschezza che ravviva il sorso, il tannino è fine e per nulla aggressivo; nonostante il vino sia un neonato, esprime già chiaramente l’elevata qualità della sue dote. Gli impazienti possono goderne già ora, ma i saggi aspetteranno almeno 3-4 anni prima di stappare un’altra bottiglia, consapevoli della sicura progressione.
Con un vino così, seduti comodamente in poltrona, ci vuole In a sentimental mood, nella splendida versione di Sonny Rollins e McCoy Tyner che potete trovare qui: Sonny Rollins and McCoy Tyner – In a Sentimental Mood – YouTube.