Freisa d’Asti Il Forno 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 06/2021
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: freisa
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CASCINA GILLI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Con la malvasia di Schierano, l’altro vitigno in cui Gianni Vergnano ha sempre creduto è la freisa, una cultivar tipicamente piemontese che dal punto di vista genetico risulta legata al Nebbiolo (genotipo Lampia), parliamo di una relazione di primo grado, ovvero come se fossero fratelli o genitore e figlio, una parentela che le conoscenze attuali rendono difficile definire in modo certo, ma la relazione è provata. Non è un caso che fra i loro sinonimi ci siano evidenti somiglianze, come “spanna” per il nebbiolo e “spannina” per la freisa. Ma sono molte altre le caratteristiche che accomunano queste due varietà, come il loro modo di vegetare e la grana molto simile dei tannini.
Per troppo tempo la freisa è stata considerata, ingiustamente, un vitigno che dà vini rustici, poco eleganti, in realtà se si fosse compresa questa affinità con il nebbiolo, magari sarebbe stata coltivata e vinificata in modo diverso.
Chi lo ha fatto, e ce ne sono, ha avuto risultati tutt’altro che “rustici”, dimostrando che questo vitigno può dare grandi soddisfazioni e toccare livelli di assoluto valore.
La Freisa d’Asti Il Forno 2019 fa decisamente parte di questa schiera, mettendo in mostra un carattere definito e “rifinito”, dove ogni elemento si lega agli altri generando un vino di grande fascino. Ha colore rubino profondo e un bouquet che richiama rose, viole, iris, lamponi, ribes e more di Gelso, per poi spingersi nella macchia, negli effluvi boschivi, riportando tracce di alloro e mirto.
Splendida al palato, con un frutto intenso e una speziatura tanto delicata quanto fondamentale, un tannino levigato e ben integrato e un’acidità solida che sostiene un corpo con giusto vigore e nessuna pesantezza, un sorso che fa godere tutti i sensi, difficile non rimanerne rapiti.