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Note di Bianco 2020

Note di Bianco 2020 Alessandro ViolaDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2021


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: grillo
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: ALESSANDRO VIOLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Una famiglia legata alla viticoltura in terra trapanese, che grazie ad Alessandro Viola ha preso una strada che mira a chiudere il cerchio produttivo dalla vigna alla cantina, attualmente in costruzione.
Siamo poco distanti da Alcamo, Alessandro lavora alcune vigne con caratteristiche diverse, la parte principale si trova in contrada Pietra Rinosa, nell’entroterra alcamese, caratterizzata da suolo calcareo, l’altra è situata in contrada Fastuchera a 400 metri di altitudine con terreno principalmente argilloso, sulle pendici del Monte Bonifato. I vitigni allevati sono catarratto, grillo, nero d’Avola, nerello mascalese e syrah. Da subito ha voluto impostare tutto seguendo il massimo rispetto dell’ambiente, non per motivi “ideologici” ma per la ferma convinzione che il vino più è “puro” e migliori saranno le sue caratteristiche, sia qualitative che salutistiche. Intanto ha ottenendo la certificazione biologica, ma il suo percorso va oltre, puntando a fare vini “in sottrazione”, ovvero con il più basso numero di interventi possibile. Usa lieviti indigeni, non filtra, la solforosa è bassissima, tutto è impostato per incidere il meno possibile sulle caratteristiche originarie dell’uva vendemmiata.
Sia chiaro, Alessandro non è un vignaiolo improvvisato, è enologo e ha fatto esperienze in Italia e all’estero, oltre ad avere avuto una importante collaborazione con Donato Lanati.
Il Note di Bianco matura in acciaio a contatto con le fecce fini per 6 mesi, si tratta di un grillo in purezza, non filtrato e, quindi, bisognoso di essere mosso affinché si mettano in circolo le sostanze con cui si è evoluto.
Alla vista, come tutti i vini velati, non passerebbe al vaglio degli esperti che stabiliscono se il vino corrisponde alle caratteristiche richieste per una denominazione di origine, ma essendo un IGT Terre Siciliane, la fascetta non serve e possiamo berlo “nature”. Per fortuna, perché i profumi sono davvero intriganti, sanno di agrumi di Sicilia appena colti, nespole, albicocche, accompagnati da un intenso richiamo salmastro, ti trasporta automaticamente lì, in quelle terre a due passi dal mare.
In bocca emerge la sua estrema giovinezza, è un vino dal linguaggio bellissimo, sincero, diretto, le cui potenzialità emergeranno nei prossimi 6-12 mesi, fondamentale berlo a temperatura fresca, non fredda, attorno ai 13-14 gradi è l’ideale.

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