Chianti Classico Gran Selezione Vigna Casi 2017
Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 04/2021
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: CASTELLO DI MELETO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Prima di passare alla descrizione dei due cru aziendali facenti parte della denominazione Chianti Classico Gran Selezione, è bene ricordare che il millesimo 2017, in Toscana un po’ come in tutta Italia, ha registrato temperature medie estive da record ed estrema siccità. Tuttavia, le particolari caratteristiche dei vigneti che illustrerò in questo articolo e nella mia prossima pubblicazione, hanno permesso di portare in cantina uve sane e con livelli di acidità accettabili. D’altronde far vino significa piegarsi ai capricci della natura, unica protagonista incontrastata.
Proprio per questo a mio avviso bisogna cercare di rispettarla il più possibile, inoltre non bisogna dimenticare che il riscaldamento globale è in parte causato proprio dall’arroganza dell’uomo; è un tema che sento molto, mi riprometto di tornarci impiegando il giusto approfondimento. La prima delle due Gran Selezione presentate da Castello di Meleto è un vero e proprio cru, ha tutte le carte in regola per potersi fregiare di tale appellativo: espressività del vino e caratteristiche pedoclimatiche del vigneto le principali motivazioni. 100% sangiovese, allevato a guyot in Gaiole in Chianti, sottozona Casi.

Vigneti impiantati fra il 1998 e il 2000, il versante ad ovest gode di terreni argillosi con prevalenza di arenarie, in quello esposto ad est è protagonista il galestro. I grappoli, selezionati in vigna e raccolti a mano, vengono diraspati e pigiati, il mosto così ottenuto è avviato alla fermentazione a temperatura controllata. Terminata la fermentazione alcolica il vino resterà a contatto con le bucce per un periodo di circa 15-20 giorni, seguirà la svinatura in vasche di cemento per favorire la decantazione, dove successivamente inizierà la fermentazione malolattica.
Riguardo maturazione e conseguente affinamento: parte della massa sosta per 27 mesi in botti di rovere di Slavonia 30 hl, parte in botte di rovere francese da 50 hl e un’ultima piccola parte in tonneaux. La scelta del legno deriva dalla qualità dell’uva proveniente da diversi piccoli appezzamenti del vigneto Casi.

Rubino vivace, luminoso, media trasparenza, nuance che col tempo diverranno granato. Il naso è accattivante, linee sinuose disegnate da aromi di frutti di bosco spremuti, lampone e mirtillo nero, ciliegia matura e tanta spezia fine e stimolante, su tutti noce moscata e pepe nero. Il vino, data l’irruenza della giovane età, necessita della giusta ossigenazione; col passare dei minuti affiorano ricordi di bacche di ginepro e un respiro balsamico di mentolo, seguono timo, cuoio e tabacco in foglie. Il finale è nettamente terroso, richiama profumi percepiti tra le vigne in una calda giornata d’estate.
In bocca, gode dello stesso asset riscontrato al naso: sorso ricco di materia, sapidità in leggero vantaggio sulla freschezza, perlomeno in questa fase, tuttavia la tempra del Casi non vuole dominare in nessun modo il palato con roboanti ed inutili performance. L’alcol è ben fuso alla materia, tanino piuttosto serico, frutto goloso e opportunamente maturo. Sconta indubbiamente l’annata calda, ma il bello è proprio questo: è un vino che nasce dell’esperienza di Meleto, libero di esprimersi senza remore attraverso le caratteristiche del vitigno, del cru d’appartenenza e ovviamente del millesimo in questione. 5 chiocciole piene.
Stracotto di cinghiale con abbondante cipolla rossa toscana è un assist perfetto.