Lacryma Christi del Vesuvio Bianco Era 79 2019
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@
Data degustazione: 01/2021
Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: caprettone 80%, falanghina 20%
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: TENUTA AUGUSTEA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Per poter etichettare il vino prodotto sotto la DOC Vesuvio come Lacryma Christi bisogna avere una resa di uva in vino non superiore al 65%, inoltre le uve destinate a questa tipologia devono avere un titolo alcolometrico minimo naturale del 12% vol., quindi parliamo di una tipologia che punta a una qualità superiore.
Per ottenere questo bianco ci vuole principalmente il Caprettone, un’uva presente esclusivamente nel territorio vesuviano, che per molto tempo fu confusa con la Coda di volpe, c’è voluto un forte impegno da parte dei vitivinicoltori della zona per ottenere nel 2014 un accurato studio ampelografico con analisi del DNA per stabilire definitivamente che non c’è una parentela fra i due vitigni.
Ovviamente, essendo una ricerca abbastanza recente, non si hanno ancora dati certi sulla quantità di viti di Caprettone realmente presente nell’areale vesuviano che coinvolge alcuni comuni fra i quali anche Somma Vesuviana, dove ha sede l’azienda.
La versione proposta da Marco Vincenzo Nocerino vede il contributo di un 20% di Falanghina, solo acciaio con vinificazione a freddo per preservare le componenti aromatiche delle uve.
Nel calice ha colore paglierino medio, non fatica ad aprirsi e proporre note di cedro e agrumi appena colti dall’albero, erbe spontanee, leggera ginestra, fieno, venature minerali, con il tempo si apre ancora di più a sentori di lentisco, erbe mediterranee e cipria.
Al palato ha un’acidità giusta e una buona vena sapida che accolgono la frutta agrumata e a polpa gialla, è un vino apprezzabile già ora (non abbassate troppo la temperatura, errore molto frequente con i vini bianchi), ma a mio avviso fra un anno sarà ancora più piacevole.