Nizza Titon 2017
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 11/2020
Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: barbera
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: L’ARMANGIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Nell’Ampelografia della Provincia di Alessandria, di Leardi e Demaria, scritta nel 1873 (a quell’epoca la provincia di Alessandria comprendeva anche tutta la provincia di Asti), si legge a proposito del Barbera: «È vitigno conosciutissimo e una delle basi principali dei vini dell’Astigiano e del basso Monferrato, dove è indigeno e da lunghissimo tempo coltivato».
Questo per dire che l’area dove si sviluppa la Docg Nizza non è casuale, ma legata a una tradizione secolare, in cui la barbera ha sempre avuto un ruolo fondamentale e una condizione ambientale ideale. Qui i vigneti dimorano fra i 150 e i 400 metri di altitudine, in un clima temperato o temperato-caldo (anche se va detto che negli ultimi anni il clima è sempre meno affidabile), ideale per la barbera, poco ventoso e con una piovosità annuale media intorno ai 700 millimetri.
Ignazio Giovine ci propone questa versione dal nome Titon, le cui uve provengono da vigneti esposti da Sud-Est a Ovest su terreni che passano dal fortemente alcalino, povero di sostanza organica, drenante e ricco di scaglie tufacee, all’ alcalino-argilloso e profondo, con altitudine fra 200 e 260 metri s.l.m. e una pendenza che varia dal 5% al 15%.
Questo gli consente di fare una scelta ponderata in base all’andamento delle diverse annate e dei risultati analitici, quindi il fatto che sia un 2017, figlio di un’annata decisamente calda, incide in modo meno evidente di quanto avrebbe potuto in caso di provenienza da un solo appezzamento.
Vinificato in acciaio, viene poi travasato in botti da 300, 2.000 e 3.400 litri; tra febbraio e luglio viene effettuato un secondo travaso e un terzo a fine settembre, l’ultima fase si svolge in botte grande.
Il colore nel calice è un bel rubino violaceo profondo, ma non impenetrabile alla luce, il manto odoroso regala note di viola, ciliegia matura, fragola, amarena, sfumature di cipria e vaniglia, speziatura dolce leggera.
Al palato è intenso, con acidità decisa come si addice a una barbera di razza, ben avvolto nel frutto copioso, l’alcol non disturba perché la freschezza ne smussa l’effetto pseudocalorico, il finale è gustoso, quasi pepato, molto piacevole. Un Nizza che sa farsi apprezzare, riesce a mantenere ben saldo il legame con il vitigno, non c’è opulenza ma equilibrio, il risultato è che a tavola rischia di svuotarsi molto velocemente. Cinque chiocciole in prospettiva, dategli altri 2-3 anni e non ne potrete più fare a meno.