Emily Extra Dry
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 10/2020
Tipologia: VdT Bianco Spumante
Vitigni: verduzzo friulano
Titolo alcolometrico: 12%
Produttore: LUCA FEDELE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Non so quanti abbiano visto il film “Mattatoio 5”, tratto da un romanzo fantascientifico di Kurt Vonnegut, uno scrittore che nella vita avrebbe voluto essere scienziato, ma le esperienze devastanti fatte sul fronte negli anni ’40, lo segnarono fortemente, spingendolo a trasferire su carta tutto il suo dramma attraverso un racconto di straordinaria incisività, che lo ha reso famoso in tutto il mondo.
Ma forse l’apice della sua visione di un altro mondo, lo ha espresso molto bene nel breve racconto “Harrison Bergeron”, ambientato nel 2081, dove finalmente tutti gli esseri umani sono uguali, grazie a vari emendamenti della costituzione e a spedizioni punitive da parte degli agenti del potere centrale. A nessuno è consentito di essere più intelligente, attraente o fisicamente aitante rispetto agli altri, coloro che sono dotati di particolare intelligenza sono costretti a portare un “handicap”. Ovviamente non è il mondo ideale, infatti Vonnegut si schiera da sempre contro la società di cui ha percepito le profonde contraddizioni e bruttezze, è con l’individuo e combatte il sistema, la tecnologia fine a se stessa e qualunque tipo di ideologia. I suoi lavori sono sempre intrisi di ironia, a tratti addirittura comicità, ma sempre caustici, incisivi, non lasciano dubbi sulla sua posizione.
Trasportando questo tema sul vino, immaginate se, ad esempio, non esistessero gli spumanti, ma solo vini fermi, bianchi o rossi, tutti con profumi e sapori prestabiliti dalla tecnologia. Sarebbe una catastrofe.
Per fortuna, nonostante la società in cui viviamo sia piena zeppa di problemi, possiamo ancora trovarci nel calice un vino come l’Emily Extra Dry di Luca Fedele, un verduzzo friulano che conquista al primo sorso, profuma di pane sfornato, pesca gialla, albicocca, miele millefiori; in bocca è piacevolissimo, la carbonica esalta le componenti aromatiche e ti spinge a berne e riberne, come sempre è uno dei fiori all’occhiello della produzione di Luca.
A me piace davvero molto, soprattutto nello stile, Luca è davvero bravo a rendere i suoi vini un’esperienza, impossibile non esserne rapiti, ed Emily ci riesce alla grande.
Tornando a bomba, consiglio di degustarlo ascoltando “2081”, brano dedicato dall’eccellente pianista di Manchester John Taylor proprio a quel racconto di Vonnegut, eseguito a fianco di Alex Taylor alla voce, Oren Marshall alla tuba e Leo Taylor (suo figlio) alla batteria, un brano che riesce allo stesso tempo a trasmettere atmosfere spumeggianti, rarefatte, vellutate, sobrie, perfetto per questo vino.