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Dono Rosso 2011

Dono Rosso 2011 PiombaiaDegustatore: Mario Crosta
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 08/2020


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: PIOMBAIA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


I terreni della Piombaia sono collocati al centro dell’area di produzione del Brunello di Montalcino a un paio di km a sud del borgo storico e scendono dal Poggio Civitella verso la Crocina e l’orto biodinamico davanti alla tenuta del Greppo. Il luogo qui è davvero incantevole dal punto di vista paesaggistico ed usufruisce anche di un’osteria e di un agriturismo con alloggio sulla strada che porta all’abbazia di Sant’Antimo. Sono circa 210 ettari a un’altitudine dai 400 ai 600 metri s.l.m. che sono suddivisi in 12 ettari vitati, 70 ettari di seminativi, 2 ettari di oliveto, 2 ettari di colture orticole e un po’ più di 120 ettari di boschi che circondano l’intera proprietà. L’azienda è certificata come Biologica e lavora con i metodi proposti dall’agricoltura Biodinamica fin dal 2009, in piena sintonia con la natura, con la terra, con gli animali e con gli uomini. La concimazione, la coltivazione e l’allevamento sono attuati con modalità che rispettano e promuovono la fertilità e la vitalità del terreno e allo stesso tempo le qualità tipiche delle specie vegetali e animali che forniscono l’unico fertilizzante da usare dopo il compostaggio per incrementare la vitalità del terreno seguendo i cicli cosmici e lunari per le corrette rotazioni colturali, la lotta antiparassitaria sia meccanica che con pesticidi esclusivamente a base di sostanze minerali e vegetali, assolutamente niente chimica di sintesi.
È così che nella sua viticoltura la Piombaia ottiene delle uve sanissime specialmente in questi anni di ”anomalie” climatiche (picchi di temperature sahariane, livelli di piovosità equatoriali, gelate siberiane) da viti più robuste e sane, in grado di reagire naturalmente alle avverse condizioni esterne perfino nelle annate non climaticamente favorevoli. Nel processo di vinificazione non vengono utilizzate proteine animali o prodotti di origine sintetica a eccezione della poca solforosa appena necessaria e spesso inferiore ai già ristretti parametri ammessi dal disciplinare biologico.
Il Dono è un vino speciale, fatto solo nelle annate particolarmente adatte a una macerazione molto lunga dei mosti a contatto con le bucce, cioè la 2011 e la 2015 (Francesco Cantini, ”il cappellaio matto” mi ha detto che forse si farà anche con la 2016, ma ancora non ne è sicuro). Il Dono 2011 è fatto da sangiovese in purezza proveniente da due vigneti: quello intorno alla Piombaia a 580 metri di altitudine s.l.m. (3 appezzamenti + 1 La Fonte) con buona dotazione di scheletro ad alberese, galestro, rocce vulcaniche, pietraforte in cui le viti hanno dai 35 ai 45 anni e sono allevate a cordone, e quello della Crocina a 475 metri di altitudine s.l.m. (4 appezzamenti) con terreni molto profondi e con scheletro alluvionale dotato di limo, sabbia e argilla a varie percentuali in cui le viti hanno dai 17 ai 18 anni, anch’esse allevate a cordone. La vendemmia del 2011 è stata manuale, effettuata nella seconda metà di ottobre in piccole cassette per una resa di 45 quintali per ettaro. La vinificazione è avvenuta in vasche d’acciaio inox senza controllo della temperatura, la fermentazione si è innescata spontaneamente, non si è fatta nessuna aggiunta di solfiti e la macerazione è stata di 43 giorni. La maturazione è avvenuta in tonneaux di rovere francese e botti grandi da 15 e 30 ettolitri per 4 anni a cui sono seguiti 3 anni di affinamento in bottiglia prima della vendita.
Di colore rosso rubino intenso, trasparente e brillante, all’attacco i profumi di corniola e di visciola introducono un bouquet nobilitato dagli aromi di humus e radici di liquirizia e da un affascinante fruttato di ciliegia nera, more selvatiche, sambuco nero, polpa di prugne essiccate al sole. In bocca si presenta con una piacevole morbidezza e un’equilibrata freschezza, è gustoso e conferma il sapore dei piccoli frutti maturi con una sfumatura di arancia amara. La struttura è robusta e i tannini sono ammorbiditi molto bene e il finale è morbido, di lunga persistenza e lascia in bocca un seducente ricordo di marasca. È ideale per ricette strutturate e saporite di carni rosse, selvaggina di pelo e cacciagione di piuma, ma diventa perfetto se accompagna i famosi pecorini stagionati di Pienza. Se non sparate sul pianista… vi confesso che me lo sono gustato pure con un filetto di merluzzo pescato appena oltre la foce della Vistola, spennellato di olio extravergine ricavato dalle olive coltivate dai Minocci sotto la porta Burelli di Montalcino e arrostito a doratura intensa per benino sulla brace. Avete già capito che sono più matto di Francesco Cantini, che vi consiglio di andare a trovare in luogo (coordinate GPS della casa padronale aperta alle degustazioni 43.033333 N e 11.490211 E, della cantina 43.038350 N e 11.498459 E, dell’agriturismo 43.039934 N, 11.502871 E).

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