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Nebbiolo d’Alba 2017 “Cantina Vignaioli”

Nebbiolo d'Alba 2017 "Cantina Vignaioli"Degustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2019


Tipologia: Doc Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 14%
Produttore: PERTINACE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,5 a 10 euro


“Il Sole fa buona l’uva. Il sole sulle colline delle Langhe è la nostra ricchezza”. Questa la massima con cui esordisce questa storica realtà di Treiso creata nel 1973 da un’idea di Mario Barbero, ai tempi composta da tredici soci tutti visceralmente legati alle colline di uno dei comuni italiani più vocati in assoluto in tema di viticoltura.
Si punta sul nebbiolo sin dagli albori, riconoscendone l’indiscusso primato qualitativo. Quasi mezzo secolo dopo la musica non è cambiata, quest’etichetta, dall’assurdo rapporto qualità prezzo, si trova facilmente anche nella GDO che usa un po’ il cervello, proviene da vigne storiche ubicate in alcuni tra i cru più prestigiosi del comprensorio di Barbaresco: Nervo, Giacosa, Rizzi solo per citare alcuni nomi che mettono subito sull’attenti. Il vino, figlio di un’annata torrida, mi ha letteralmente sbalordito proprio per assenza di alcol percepito al palato, nonostante i 14 gradi.

Vigneto Nervo
Vigneto Nervo

Nebbiolo in purezza, fermenta per 10-15 giorni in vasche di acciaio inox a temperatura controllata, l’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia per 9-12 mesi. Veniamo al calice, un granato esemplare in quanto a lucentezza ed un naso che da subito sprigiona sentori di spezie fini, viola, agrume dolce e tracce balsamiche, ma la vera protagonista è la netta mineralità terrosa che riporta la mente alla vigna in maniera eclatante. Sorso davvero equilibrato che si regge su medio corpo, notevole freschezza e tannino ancora nettamente palpabile, una goduria in termini di beva. In due, a cena, bottiglia evaporata prima dell’ultimo boccone, e questo conta, eccome se conta.

Pollo alla romana

Odio quest’espressione, ma per ovvie ragioni, sì, devo ammettere che è un “piccolo Barbaresco”, a un prezzo più che proletario. In merito al mio consueto abbinamento gastronomico, uscendo per un attimo dalla tradizione langarola, questa volta ho optato per un classico pollo alla romana; una ricetta che per via della succulenza dei suoi ingredienti, ovvero un meraviglioso intingolo fatto di cipolla, pomodoro e peperoni dove affogare del buon pane, risulta perfetta. Il tannino deterge il palato, la maturità del frutto, relativa al vino, lo coccola, smorzando le durezze del pomodoro, come sempre provare per credere.

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