Pecorino Donna Greta 2010
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2013
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: pecorino
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CANTINA FRENTANA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Conobbi la Cantina Frentana nel lontano 2005, in occasione di Enotria, un evento che si svolse nelle splendide sale del Museo La Civitella di Chieti e vide la partecipazione di ben 30 aziende delle diverse province abruzzesi. Ebbi modo di apprezzare i loro Montepulciano d’Abruzzo (di cui trovate le schede qui) ma non i bianchi. La Frentana è una cooperativa di alto livello, fondata a Rocca San Giovanni (CH) la bellezza di 53 anni fa, che dispone di circa 600 ettari vitati, per la maggior parte di proprietà dei soci, da cui si ottengono quasi 700 mila bottiglie annue. Molto importante il fatto che l’agricoltura convenzionale stia riducendosi drasticamente a favore di lotta integrata e, ove possibile, di lavorazione in biologico. Dobbiamo essere ben contenti che esistono simili realtà, perché consentono a tanti viticoltori che non potrebbero permettersi di avere una propria azienda, di consociarsi e contribuire ciascuno con il proprio impegno ad offrire uve di ottima qualità per produrre così vini che meritano assoluta attenzione. L’Igt Terre di Chieti Donna Greta 2010, pecorino in purezza, è certamente uno di questi, fa parte della linea “Selezioni”, viene vinificato in acciaio, con lieviti indigeni e macerazione sulle bucce, a cui segue elevage sulle fecce fini per un anno e affinamento in bottiglia. Nel calice presenta un colore giallo paglierino intenso con leggeri riflessi oro-verde, al naso richiama una miscela di profumi stratificati, su una base floreale si alternano note di frutta ed erbe aromatiche, agrume maturo e delicato, pompemo, lychee e lime, pesca bianca e susina, santoreggia, ortica, poi pennellate di nocciola, iodio e venature minerali. La bocca è generosa, in grande equilibrio, giusta freschezza e polpa dall’impronta sapida, che restituisce la materia fruttata con accenti di miele. Un pecorino davvero apprezzabile, che consiglio di bere non freddo ma fresco, sui 14 gradi, per apprezzarne al meglio tutte le sfumature.