Marco Ludovico Trebbiano Amforèas 2017
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 01/2019
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: trebbiano
Titolo alcolometrico: 12,5%
Produttore: MASSERIA LUDOVICO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Quello che mi piace di Marco Ludovico è la voglia di sperimentare e la scelta ponderata di non adeguarsi a un protocollo, a un metodo da applicare pedissequamente per ogni tipologia di vino prodotta. Dovrebbe essere sempre così, è vero, ma basta scorrere le schede tecniche di tante aziende per rendersi conto che ciascuna replica lo stesso procedimento, soprattutto per i vini bianchi. Vasca d’acciaio con controllo della temperatura e lieviti selezionati? Va bene, ma perché stessa cosa per tutti? Si trovano bene così, hanno avuto ottimi risultati, d’accordo, ma sono proprio sicuri che non ci siano vitigni che, vinificati in altro modo, potrebbero dare risposte ancora migliori?
Chi sperimenta lo può verificare, e per fortuna ce ne sono sempre di più, altrimenti fare vino diventerebbe davvero noioso (e anche berlo…).
L’Amforéas è sicuramente il progetto più ambizioso di Marco, quello che lo ha messo di fronte alla scelta se adeguarsi agli standard enologici sul trebbiano o, come per altro hanno fatto anche altri nomi di spicco, lavorarlo in modo diverso, ad esempio facendolo macerare per 4 mesi con lieviti indigeni in anfora, senza controllo della temperatura, e successivamente affinarlo per 3 mesi in acciaio e 6 mesi in anfora.
Un lavoro del genere, teso a estrarre il meglio da un vitigno che è molto meno neutro di quello che sembra, si completa evitando chiarifiche e filtrazioni.
Unico standard applicato, l’uso di tappi 100% riciclabili Nomacork, una delle scelte possibili per eliminare il rischio di brutti scherzi da parte di sugheri non sempre affidabili.
Ed eccolo nel calice, versato a una temperatura di 14 gradi, che presenta un colore oro caldo con riflessi ambrati, al naso è esaltante, lo dico senza timore, ha una vivacità e una freschezza che ti fanno quasi sobbalzare; i profumi sono molto meno “appesantiti” rispetto ai tanti orange wines macerati, qui domina un equilibrio invidiabile, il frutto è fresco, di pesca, arancia gialla, susina, torna la nota di cera che avevo sentito nel Matìn e che mi fa supporre sia figlia del contatto con i lieviti, visto che si tratta di vitigni diversi, ma non sono un tecnico e le ragioni potrebbero essere altre. Poi arriva il pepe bianco, un tocco di erba cedrina, intanto la temperatura sale leggermente e giova ulteriormente allo slancio espressivo.
All’assaggio è segnato da una base salina e quasi tannica che arricchisce le note di arancia ed erbe aromatiche, fantastica la bassa percezione alcolica che favorisce un sorso fresco, sensuale, ricco, persistente, con una spiccata personalità che dimostra che Marco ci ha visto giusto.
Come avrete capito, si tratta ancora di una fase iniziale del suo lavoro, non a caso l’Amforéas è figlio di una singola anfora, da cui sono state ricavate solo 350 bottiglie, di cui questa è la n. 80. Ciò significa che non sarà facile trovarlo, a meno che non andiate agli eventi a cui partecipa. Comunque la strada è segnata, quindi non perdetelo di vista!