Igitì 2017
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2018
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: nebbiolo
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: PIZZO COCA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Non è certo un segreto il mio amore immenso per il nebbiolo, è stato il vitigno che quasi 40 anni fa mi ha fatto scoprire che esistevano vini buoni. Se poi aggiungiamo che quello da cui nasce il vino in questione proviene dalla Valtellina ed è prodotto da un’azienda giovanissima che farà sicuramente parlare di sé, ovvero Pizzo Coca del giovane “folle” Lorenzo Mazzucconi, allora siamo a cavallo.
Lorenzo ha avviato l’attività nel 2015, ma nella valle che si sviluppa da Sondrio a Tirano, ci è venuto a vivere nel 2011. Prima ha fatto una intensa esperienza di vitivinicoltura sul campo, e se la impari qui dove tutto è estremo la puoi fare dovunque, poi nel 2012 riesce ad avere in gestione la sua prima vigna, in sottozona Grumello, per la precisione nei Dossi Salati. Ma è nel 2016 che, finalmente, riesce a realizzare una piccola cantina in un’ex latteria di Ponte in Valtellina, dove poter lavorare le uve dei suoi quasi due ettari suddivisi fra numerosi piccoli appezzamenti (qui è tutto così, tanti, infiniti piccoli proprietari, che non sempre si lasciano convincere a venderti la vigna).

Lorenzo è un naturalistica convinto, non a caso lavora in biologico e produce anche mieli diversi che rappresentano il patrimonio espressivo di questo territorio.
Dei due vini che produce al momento, voglio raccontarvi di quello che è nato per primo, un Igt Terrazze Retiche di Sondrio che simpaticamente ha voluto chiamare “Igitì”.
Solo acciaio, pressatura dolcissima per ottenere un vino la cui serbevolezza raggiunga un alto livello di pericolosità. Infatti ha un colore granato con venature rosate, trasparente, al naso c’è da farlo ossigenare qualche secondo, poi si apre a note di viole e ciliegie, melagrana, leggera liquirizia, profumi molto onesti, diretti, senza voli pindarici.
Appena ne prendo un sorso rimango piacevolmente coinvolto, ha una freschezza perfetta, solare, che accompagna un frutto gioioso, croccante e saporito, la vena sapida che affiora subito non accenna ad andarsene, mentre il tannino rivela una dolcezza rara, segno che la scelta di cantina è stata azzeccata. La sua forza è racchiusa nell’apparente semplicità, invece basta ascoltare ciò che rimane dopo averlo deglutito per capire che è un “falso” vino leggero, in realtà ha carattere, quei terreni aspri e rocciosi hanno lasciato il segno per darci gioia e soddisfazione.