LE FRAGHE
Indirizzo: Località Colombare, 3 – 37010 Cavaion Veronese (VR)
Tel.: +39 045 7236832
Fax: +39 045 6260183
Sito: fraghe.it
Email: info@fraghe.it
laVINIum – 10/2026
Nel panorama vitivinicolo italiano esistono territori che hanno nel vino rosato una vocazione storica e naturale. Tra questi, la sponda orientale del lago di Garda rappresenta uno dei riferimenti più autorevoli, un luogo in cui il Chiaretto non nasce come risposta a una moda, ma come espressione identitaria del territorio. Spostandoci un po’ più verso l’entroterra, tra Cavaion Veronese, Affi e Rivoli Veronese, Matilde Poggi ha costruito negli anni una delle interpretazioni più personali e convincenti di questa tipologia.

I suoi vini raccontano una storia di equilibrio, precisione e profondo legame con l’ambiente in cui nascono. Una filosofia produttiva che trova la sua massima espressione nel Chiaretto di Bardolino Ròdon – ma non solo, come vedremo nelle prossime pubblicazioni.
I rosati italiani continuano a possedere enormi margini di crescita, ma devono ancora confrontarsi con un limite culturale che ne condiziona la percezione. Troppo spesso vengono associati esclusivamente alla stagione estiva o considerati vini da consumo semplice e immediato, destinati ad accompagnare occasioni informali e abbinamenti superficiali. Una lettura riduttiva che non rende giustizia alla complessità di molti rosati italiani.

Quando ben interpretati, questi vini offrono infatti una straordinaria versatilità gastronomica. La loro capacità di unire freschezza, dinamismo e una lieve componente tannica permette di affrontare la tavola con una disinvoltura che, in molti casi, non ha nulla da invidiare ai vini bianchi. Anzi, proprio quel sottile apporto tannico contribuisce a mantenere il palato vivo e reattivo, invitando continuamente al sorso successivo.
Tra i produttori che hanno saputo valorizzare questa identità spicca Matilde Poggi, figura ormai riconosciuta a livello nazionale e internazionale per il suo lavoro sui rosati di territorio. La storia de Le Fraghe affonda le proprie radici in una tradizione familiare consolidata. La casa colonica in pietra del XV secolo e i terreni circostanti appartengono infatti alla famiglia Poggi sin dal 1880. Terza di sei fratelli, Matilde è cresciuta tra vigneti e vendemmie, respirando fin da bambina il ritmo agricolo scandito dalle stagioni.

L’azienda agricola nasce ufficialmente nel 1984, lo stesso anno in cui inizia a vinificare le proprie uve. Ci troviamo a Cavaion Veronese, comune a nord-ovest della città scaligera, situato tra il lago di Garda e la Valdadige. Il nome “Le Fraghe” deriva dal vigneto che circonda la cantina e che, dopo la conversione al biologico avvenuta nel 2009, si è spontaneamente ripopolato di fragole selvatiche, le “fraghe” del dialetto locale, scomparse durante gli anni di gestione convenzionale. Questa scelta produttiva si inserisce perfettamente nella visione di Matilde, da sempre orientata verso vini fortemente identitari. Una ricerca che non passa attraverso mode passeggere né attraverso standardizzazioni imposte dal mercato. Al contrario, l’obiettivo è interpretare fedelmente il territorio e il carattere delle varietà coltivate, evitando qualsiasi compromesso che possa snaturarne l’essenza.

Una riflessione particolarmente attuale quando si parla di rosati. Negli ultimi anni numerose denominazioni storiche hanno progressivamente modificato il proprio stile per inseguire modelli internazionali di successo, proponendo vini sempre più uniformi nel colore, nei profumi e nel profilo gustativo. Un processo che, secondo molti osservatori, ha comportato la perdita di alcune delle peculiarità originarie legate ai vitigni e ai territori di provenienza. Il percorso scelto da Matilde Poggi va invece nella direzione opposta. Ne è un esempio proprio il Chiaretto di Bardolino Ròdon, primo rosato realizzato dall’azienda insieme al Traccia di Rosa. Il nome affonda le radici nella sfera personale della produttrice: in greco antico significa “rosa” ed è un omaggio a due figure femminili fondamentali della sua vita, la madre e una zia particolarmente amata. Un tributo affettivo che racchiude ricordi, insegnamenti e valori ricevuti nel tempo.

L’ambiente in cui nascono i vini de Le Fraghe gioca un ruolo determinante. I trenta ettari vitati, tutti condotti secondo i principi dell’agricoltura biologica, si trovano su terreni morenici ricchi di componenti minerali e beneficiano dell’influenza mitigatrice del lago di Garda. Le brezze che percorrono quotidianamente l’area contribuiscono a preservare freschezza e integrità aromatica, caratteristiche che ritroviamo costantemente nel bicchiere. Oltre alla corvina, Matilde coltiva principalmente rondinella e garganega, mentre nel vigneto Montalto, a Rivoli Veronese, trovano spazio anche cabernet franc e teroldego. La produzione complessiva si attesta attorno alle 140.000 bottiglie annue ed è interamente dedicata a vini fermi certificati biologici.

Le particolari condizioni climatiche dell’area gardesana hanno favorito da sempre la produzione di rosati equilibrati. In passato, paradossalmente, la sfida principale era raggiungere una piena maturazione delle uve, situazione diametralmente opposta rispetto alle problematiche odierne legate all’aumento delle temperature.
Oggi molti produttori sono chiamati a preservare freschezza, fragranza aromatica ed equilibrio alcolico in contesti climatici sempre più complessi. Per Matilde Poggi la risposta non consiste nell’omologazione stilistica, bensì in una gestione agronomica sempre più accurata: protezione dei grappoli attraverso un’opportuna parete fogliare, corretta aerazione della chioma, anticipazione della raccolta quando necessario e rigorosa selezione delle uve in vigneto.

È una filosofia che nasce dall’ascolto della terra e dall’osservazione quotidiana delle vigne. Non a caso la stessa Matilde ama ricordare come il desiderio di produrre vino sia maturato proprio vivendo il susseguirsi delle stagioni e partecipando alle vendemmie fin dall’infanzia. Da quell’esperienza è nata la volontà di creare vini personali, ottenuti esclusivamente da uve di proprietà e capaci di esprimere il carattere unico del territorio gardesano.
Un percorso che l’ha portata a distinguersi anche sul piano istituzionale e associativo. Le Fraghe è stata tra le prime tre aziende italiane a aderire a Rosés de Terroirs, associazione internazionale nata per promuovere i rosati di forte identità territoriale. Inoltre, dal 2021 al 2025, Matilde Poggi ha ricoperto il ruolo di presidente della CEVI, la Confederazione Europea dei Vignaioli Indipendenti, diventando la prima italiana a guidare l’organizzazione che rappresenta i vignaioli presso le istituzioni europee. Un riconoscimento che testimonia la credibilità costruita nel tempo da una produttrice che ha sempre privilegiato coerenza e autenticità. Gli stessi valori che ritroviamo nei suoi vini, gli stessi che avremo il piacere di raccontare nelle prossime pubblicazioni.
Andrea Li Calzi
| Vini degustati | Annata | Prezzo | Voto |
|---|---|---|---|
| Garganega Traccia di Bianco | 2024 | da 24 a 27 euro | @@@@ |