Tignanello 2009
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 05/2013
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: sangiovese 80%, cabernet sauvignon 15%, cabernet franc 5%
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: ANTINORI – Marchesi Antinori
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: oltre i 50 euro
Il fatto di trovarlo in un supermercato (Superconti a Capena) non deve stupire, è ormai prassi di molti grandi magazzini avere un reparto “grandi vini”, e dato che di Tignanello se ne producono alcune centinaia di migliaia di esemplari, non è così strano trovarlo in GDO. Sono passati 13 anni da quando degustai il primo Tignanello, il 1993, anche se poi ho avuto occasione di sorseggiare alcune vecchie annate grazie a un incontro con Renzo Cotarella, allora enologo ma già in procinto di divenire direttore generale della Marchesi Antinori. Se escludiamo la 2002, non prodotta, la 2009 è la 15ma annata da quel 1993: nel calice ha un colore rubino profondo e impenetrabile, ma ai bordi non si fatica a riconoscere una venatura granata; al naso l’impatto è deciso, aperto, manifesta un ricco ventaglio di profumi, ad un cenno di viole appassite, si accostano note di more, mirtilli, amarene in confettura, speziature fini, cardamomo, cumino, cacao, grafite, liquirizia, sottobosco su una base piacevolmente balsamica. In bocca emerge la parte che più apprezzo del Tignanello che, seppure in chiave moderna e addomesticata, non nasconde del tutto il tannino del sangiovese, la massa fruttata è indubbiamente avvolgente e ben sorretta dall’acidità, il calore generato dall’alcol non disturba grazie al buon equilibrio già raggiunto in questa fase di assoluta giovinezza. La sua trama è impegnativa e ha una certa potenza, ma riesce ad avere una misura davvero notevole, non rendendo pesante il sorso, anzi. Certamente dobbiamo pensarlo come un vino “altro”, che pur trovandosi all’interno dell’area del Chianti Classico, non ne raccoglie l’espressione più leggiadra e conviviale, ma continuo a preferirlo nettamente al Solaia, la cui impostazione segue una strada ben più accentuata verso il classico stile internazionale. E questo, probabilmente, è anche merito del sangiovese.