Montepulciano d’Abruzzo San Clemente 1999
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 03/2002
Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: montepulciano
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: ZACCAGNINI – Azienda Agricola Ciccio Zaccagnini
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro
Se qualcuno pensa ancora che il Montepulciano d’Abruzzo sia un vino rustico, privo di classe, che il vitigno, come d’altronde pensava lo stesso Giacomo Tachis, per quanto si possa cercare di lavorare a fondo in vigna e in cantina, non sarà mai un grande vitigno, allora si faccia un giro nelle cantine della regione; provi a degustare, a parte i blasonati e indiscussi miti Valentini e Masciarelli, i vini di Marramiero, Cataldi Madonna, Zaccagnini, La Valentina, Agriverde, Torre Zambra, per fare solo alcuni nomi. L’Abruzzo, in questi ultimi cinque anni, ha fatto passi da gigante, grazie sicuramente alla lezione dei due grandi maestri, ed ora si possono trovare delle vere perle, vini di spessore ed eleganza un tempo inimmaginabili, proprio da uve montepulciano. Il S.Clemente ’99 di Ciccio Zaccagnini, è un vino eccellente, frutto di un’annata media, con molte piogge, eppure di grande concentrazione; l’estratto secco è di 32,1 e l’acidità è di 6,18 g/l. Viene affinato per 14 mesi in barrique. All’esame visivo appare luminoso, rubino violaceo, inchiostrato, molto compatto, il colore macchia tutto il calice; la consistenza è piena, in virtù di una notevole fittezza di archetti e lacrime spesse e lente. L’impatto olfattivo è intenso, inizialmente con accenni tostati del legno un po’ marcati, ma subito dopo affiora il frutto carnoso e spesso di mora, ciliegia nera, marasca in confettura, quasi caramella; notevole eleganza e morbidezza, toni di cipria e spezie chiudono il piacevole ventaglio di profumi. Al gusto mostra un gran corpo, tannini aggressivi, media acidità, ma la bocca rimane ammorbidita dal frutto succoso, ciliegia e mora si mescolano dando sensazioni piacevoli e rotonde. Il finale è lungo, senza amaritudini. Un prodotto che nell’annata successiva, decisamente superiore, potrà riservare grandi sorprese. Servitelo a 18° accompagnandolo a ravioli di carne, tagliolini al ragù d’anatra, costolette di castrato al forno, anatra al vino rosso.