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Montepulciano d’Abruzzo Antrum 2003

antcia03 Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2009


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: montepulciano
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: CIAVOLICH – Azienda Agricola Ciavolich Giuseppe
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Non conosco personalmente Chiara Ciavolich ma posso dire dalle conversazioni che abbiamo avuto e dal racconto che ho trovato nella cartella di presentazione dell’azienda, che ho avuto la piacevole sensazione di avere a che fare con una persona che crede profondamente nel proprio lavoro, che sente una forte responsabilità nei confronti della terra d’Abruzzo e della storia della famiglia. Per Chiara l’ingresso in azienda ha avuto inizio proprio con questo vino, nel 2003, e nello stesso anno con i propri genitori ha avviato il progetto di restauro dell’antica cantina Ciavolich, situata nella piazza del paese di Miglianico e costruita di fronte al palazzo signorile di abitazione nel 1853. Al di sotto di questa cantina ci sono ancora le grotte di arenaria, che durante l’occupazione tedesca del 1943 diedero rifugio alla famiglia Ciavolich e a molte altre famiglie di Miglianico. Grotte che furono fondamentali, non solo per difendersi dai bombardamenti, ma perché consentirono ai Ciavolich e molti altri civili di potervi rimanere durante l’occupazione tedesca fino all’arrivo delle SS, che purtroppo gli imposero di andarsene. Fu proprio il padre di Chiara che, dopo circa 6 mesi, tornò in quelle grotte, dove riposava nelle botti il vino dell’ultima vendemmia, e si fece carico di riprendere le redini dell’azienda. L’Antrum nasce proprio in questo luogo, per ricordare le vicissitudini e le sofferenze di quegli anni. Ottenuto esclusivamente da uve montepulciano, da un vigneto di oltre trent’anni, sito nel comune di Loreto Aprutino in provincia di Pescara, il vino ha subito un affinamento in barrique per 24 mesi. Presenta un colore rubino fitto con venature violacee, bouquet con attacco floreale di magnolia denudata e viola appassita, fruttato maturo, scuro, di ciliegia nera, prugna, mora, marasca, che si fonde a note di cannella, mandorla amara, mon chéri, liquirizia e china, con qualche leggerissima traccia vegetale. Al palato ha un tannino assolutamente setoso, senza spigoli, il legno appare abbastanza integrato e lascia pochi strascichi vanigliati, la freschezza c’è, non molta ma va ricordato che la 2003 è stata un’annata davvero caldissima. La persistenza è lunga, le sensazioni aromatiche ritornano fedeli e in ottimo equilibrio. Normalmente, con la 2003, si trovano facilmente tannini piuttosto ruvidi, a volte verdi, amari, laddove le uve sono state raccolte mature ma con i vinaccioli ancora acerbi; di contro altri hanno aspettato che i semi degli acini maturassero, trovando però una polpa molto zuccherina e con poca acidità. Ogni realtà fa storia a sé, e questo è il bello, mai generalizzare. Non so come siano andate le cose tra le vigne dei Ciavolich, ma è certo che il risultato di questo vino è lodevole: componenti vegetali quasi assenti, tannino perfetto, frutto maturo ma non cotto, freschezza appena sotto tono, ma sono passati quasi sei anni dalla vendemmia… La materia prima è indiscutibilmente ottima, mi aspetto grandi cose dalle annate successive. Sullo stile poco da dire, se non che la rotondità e la “modernità” non sottraggono nulla al carattere di questo rosso abruzzese, certo io preferirei sentirlo anche meno “addomesticato”, ma questo è un fatto del tutto personale.

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