Grillo Rocce di Pietra Longa 2012
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2014
Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: grillo
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: CENTOPASSI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Vino BIO: sì
Dedicato a Nicolò Azoti, uno dei primi sindacalisti della Cgil a cadere sotto il piombo mafioso, ricevette cinque colpi di pistola alle spalle il 21 dicembre 1946, in un agguato a Baucina (PA). Nato a Ciminna il 13 settembre 1909, da Melchiorre e da Orsola Lo Dolce, nei difficili anni del dopoguerra, la sua attenzione fu attratta dalle misere condizioni dei contadini, che cominciò ad organizzare nella Cgil, battendosi per la riforma agraria. Divenne, quindi, segretario della Camera del lavoro, fondò l’ufficio di collocamento e progettò la costituzione di una cooperativa agricola. La lotta per applicare la nuova legge sulla divisione dei prodotti agricoli a 60 e 40 (60% al contadino, 40% al padrone) gli fu fatale: dapprima i gabelloti mafiosi lo minacciarono, poi passarono ai fatti.
Nicolò morì il 23 dicembre dopo due giorni di agonia per le gravi ferite riportate. L’inchiesta per la sua morte fu archiviata in istruttoria, dopo che il gabelloto, indicato come mandante dell’omicidio, ebbe tutto il tempo di costruirsi un falso alibi. La cooperativa Centopassi aderisce a “Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” fondata da Don Ciotti, e si occupa di coltivare la vite sulle terre confiscate alla mafia. Il Rocce di Pietra Longa è un grillo in purezza, ottenuto da uve allevate con metodo biologico, con una resa davvero bassa per un bianco: 50 quintali per ettaro. Viene effettuata una macerazione a contatto con le bucce per 6 ore in tini d’acciaio, segue una fermentazione per 45 giorni, la maturazione si svolge sempre in acciaio per circa 6 mesi, a cui seguono 2 mesi di affinamento in bottiglia.
Ha un bel colore paglierino lucente con leggeri riverberi verdolini; si apre senza difficoltà a note di biancospino, cedro, susina, pesca bianca, sfumature di mandorla su un bel sottofondo minerale.
Al palato sprigiona una bella finezza, grande freschezza e una ventata salmastra di notevole fascino; c’è struttura ed energia che lasciano intuire ottime possibilità evolutive per almeno 4-5 anni, finale lungo e complesso, con richiami alla mandorla e alla nocciola. Vicino alla quinta chiocciola.