Franc 2010
Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2013
Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet franc
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: MONTE DELLE VIGNE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro
Di Monte delle Vigne avrete già sentito parlare, è un’azienda relativamente giovane (1983) situata in una zona collinare del Parmense, a Ozzano Taro, nata per volontà di Andrea Ferrari, che oggi vanta 60 ettari di vigna e la mano esperta di Attilio Pagli, circa 6.000 ceppi per ettaro con una resa d’uva per pianta che non supera il chilo e mezzo e una produzione media annua di circa 350 mila bottiglie. Ma non è così rilevante dare numeri, quello che invece è davvero significativo è che Monte delle Vigne ha il merito di avere operato non solo puntando alla qualità, ma anche nel rispetto dell’ambiente, ad esempio adottando il fotovoltaico per dare energia alla cantina, integrandolo ad essa anche dal punto di vista ambientale per non compromette la bellezza del paesaggio che la circonda, e utilizzando la lotta integrata, che prevede, nella gestione dei vigneti, l’uso di tecniche di produzione agricole che consentano di minimizzare l’impiego di prodotti chimici e di fitofarmaci, riducendone ai più bassi livelli possibili il conseguente impatto ambientale. Questo riuscitissimo Cabernet Franc, ultimo nato in casa Ferrari, è un vino che, lo confesso, mi ha almeno in parte sorpreso, visto che siamo in una zona dove i vini frizzanti, sia bianchi che rossi, imperversano da sempre. Ad esempio perché ha una totale assenza di note vegetali, poi perché è complesso pur non avendo visto legno; certamente i 40 giorni di macerazione sulle bucce hanno fatto la loro parte, certamente il terreno a prevalenza di argilla e calcare, la buona esposizione (ovest-nordovest) e l’altitudine vicina ai 300 metri s.l.m. hanno dato un ulteriore contributo, e il risultato è a mio avviso davvero lodevole. Ha colore rubino fitto, quasi impenetrabile, un bouquet caratterizzato da note di mora di rovo, ribes nero, cacao amaro e pepe, su una base balsamica e di sottobosco che si apre nel finale a sottili richiami minerali. Non è meno convincente al gusto, dove rivela una materia importante, con una buona dose di freschezza e un tannino affatto aggressivo, polpa abbondante e matura al punto giusto, su una base sapida con ritorni aromatici intensi e persistenti. Ha tutte le caratteristiche per continuare il già ottimo tragitto per almeno altri 6-8 anni. Quattro chiocciole alte.