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Faro 2000

farpal00Degustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 08/2003


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: nerello mascalese 50%, nerello cappuccio, nocera, calabrese, acitana, jacchè e tignolino 50%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: PALARI – Azienda Agricola Palari
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


La Sicilia ha subito nel corso degli anni novanta un profondo e generalizzato cambiamento culturale nel modo di produrre vino. Più volte si è dibattuto sulle influenze positive e negative di questo mutamento, sull’ingresso di industriali, avvocati, cantanti, provenienti da ogni parte del mondo per accapparrarsi i migliori appezzamenti di terra, da cui si sapeva, lo si sapeva da tempo, che potevano nascere vini importanti. E quella che era una regione vinicola prevalentemente vocata ai vini bianchi, si è vista progressivamente trasformare in una delle principali fonti di grandi rossi, non sempre originali, ma sicuramente dal gusto internazionale e accattivante. Quali che possano essere le critiche da muovere, questo terremoto era necessario per dare nuovo lustro alla Sicilia enologica, che tanto aveva sofferto negli anni passati. E fa ancora più piacere questa crescita qualitativa se si osservano piccole ma fondamentali realtà come quella costruita con fede profonda dal simpatico Salvatore Geraci, vero appassionato di vino che ha messo in secondo piano la sua attività di architetto, e dall’enologo Donato Lanati. Nella splendida villa del ‘700, dove ha sede l’azienda Palari, si coltivano uve rigorosamente autoctone, come i numerosi nerelli, il tignolino e il nocera, che confluiscono nella piccola doc Faro, riconosciuta nel 1976, compresa in una ristretta area in prossimità di Messina e che sembrava destinata a scomparire (e pensare che un decreto ministeriale del 1941 declamava il Faro “vino di pregio”). Il Faro di Palari è uno di quei vini capace di far provare brividi, sensazioni emozionanti, suggestioni ormai rare in un mondo sostanzialmente uniformato nel gusto. Questo eccellente rosso siciliano non subisce filtrazioni e si presenta di un colore rubino-granato di buona profondità con unghia appena più scarica; i suoi riflessi ricordano certi Pinot Noir d’oltralpe e i profumi sono ricchi di personalità e carattere. Arriva intenso al naso un bouquet scuro, dove si intersecano affascinanti sfumature di cacao amaro e tabacco, note di liquirizia, cuoio e spezie miste, fra cui si scorge un bellissimo pepe rosa, ginepro, frutta scura come prugna e mora che concedono al vino, dai tratti indiscutibilmente “forti”, una vena di dolcezza, suffragata dalla delicata tostatura che compare nel finale. L’impatto gustativo è intenso, prorompente, con una leggera ma non fastidiosa pungenza alcolica, i tannini sono incredibilmente fusi con la massa fruttata, dando una sensazione di forza ed equilibrio, di mascolinità e delicate rotondità femminili. Se mi è concessa l’espressione, è un vino che riesce a rappresentare e a fondere in modo magistrale, le componenti migliori che si possono ritrovare nell’uomo e nella donna. Il Faro 2000 oltrepassa i confini enologici, per giungere a noi e toccarci nel profondo, emozionarci, lasciarci in una lunga, incantevole, sensazione di beatitudine. Da custodirne gelosamente alcune bottiglie in cantina per oltre dieci anni. Servitelo a 18° in grandi calici, ampi e dal lungo stelo, con agnello in fricassea, cappone in umido, anatra arrosto, spalla di maiale al forno, formaggi a pasta dura quali pecorino siciliano e caciocavallo silano.

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