Vino Nobile di Montepulciano 2004

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2008


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: sangiovese 70%, merlot 20%, canaiolo 10%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: CAPOVERSO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Quando un disciplinare lo consente, e questo è il caso, ogni produttore ha la possibilità di calibrare, sulla base della sua idea di vino o secondo ciò che ritiene più apprezzabile dal punto di vista commerciale, o ancora semplicemente valutando le diverse condizioni di salute delle proprie uve in quell’annata, le percentuali con cui comporrà il prodotto finale. Nel caso del Nobile di Montepulciano, l’articolo 2 del disciplinare Docg recita: “Sangiovese (denominato a Montepulciano prugnolo gentile) minimo 70%. Può concorrere il canaiolo nero fino ad un massimo del 20%, possono inoltre concorrere fino ad un massimo del 20%, i vitigni raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Siena purché la percentuale dei vitigni a bacca bianca non superi il 10%. Sono esclusi i vitigni aromatici ad eccezione della Malvasia del Chianti”. Questo significa che, volendo, il canaiolo potrebbe non partecipare alla composizione, basterebbe raggiungere l’80% di sangiovese; se ne utilizziamo invece “solo” il 70%, il canaiolo deve essere presente almeno per il 10% mentre gli altri vitigni dovranno necessariamente occupare la restante parte (in questo caso il 20%). E’ altresì possibile fare un Nobile con il 100% di prugnolo gentile. Questo può farvi comprendere come, al di là delle diversità dei terreni e delle tecniche di vigna e cantina di ciascuna azienda, anche la composizione del vino può avere una sua influenza più o meno percepibile. La scelta di usare il merlot (qui credo per il 20%), è quindi dovuta a ragioni del tutto individuali ma che non possono essere discusse o valutate da chi quei terreni, quelle uve, quel microclima non conosce profondamente come chi ci vive e lavora da anni. Ecco allora che, nel mio caso specifico, pur essendo un convinto sostenitore del sangiovese in purezza in un vino tanto importante quanto il Nobile di Montepulciano, mi astengo da qualsiasi critica che non sia strettamente legata alla qualità e bontà del vino in esame, rimandando ad una futura occasione di confronto con la produttrice su questo tema a me caro per comprendere le ragioni della sua scelta. Il colore è un nitido rubino intenso e profondo, la trama olfattiva si apre subito a note fruttate di mora, marasca, mirtillo e amarena che tendono alla confettura, non manca un leggero richiamo alla viola, interessanti sfumature di sottobosco e selvatiche si fondono a richiami di tabacco, china, cacao e toni balsamici. Al palato si propone pieno e stimolante, dal vivace nerbo acido e tannino fine ma presente, frutto copioso e maturo, finale ammandorlato con ricordi di liquirizia. Servitelo a 18° C in ampi calici con tagliolini al sugo d’anatra, ravioli allo stracotto, bomba di riso al piccione disossato, spalla di maiale stufata, pernice in crosta.

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