Vino Nobile di Montepulciano 2001

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 02/2008


Tipologia: DOCG Rosso
Vitigni: prugnolo gentile 80%, canaiolo nero 15%, mammolo 5%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: DEI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Abbiate pazienza, ma qualche volta anche io credo di avere il sacrosanto diritto di poter degustare un vino quando è in grado di dare il meglio di sé. Non immaginate neanche quanto possa essere deprimente avere a che fare con migliaia di vini in anteprima ogni anno, a volte provenienti dalla botte, neanche qualche mese di bottiglia! Scorbutici, squilibrati, ancora ben lontani dalle loro potenzialità. Bene, ora tocca a me. Intanto diciamo che questo Nobile di Montepulciano 2001 frutto della passione di Caterina Dei, in arte vignaiuola ma anche ottima musicista, e del contributo di Niccolò D’Afflitto, enologo che ben conosce questa ed altre aree toscane, l’ho assaggiato appunto in anteprima nel febbraio 2004. Oggi, a distanza di quattro anni quasi esatti, posso finalmente stapparne una bottiglia prelevata dalla mia modesta cantina e verificarne lo stato di salute. Trattandosi di un vino vinificato in modo tradizionale, maturato in botti di rovere di Slavonia, e soprattutto ottenuto da prugnolo gentile, ovvero da un clone di sangiovese, e da canaiolo nero e mammolo, tutte uve rigorosamente autoctone, il colore è assolutamente quello che deve essere: un bel granato di leggera trasparenza con ricordi rubini. Portandolo al naso non v’è dubbio che ha saputo evolversi molto bene, proponendo un bouquet complesso e suggestivo, con note che ricordano ancora la viola, poi un bel frutto per nulla mollaccioso, anzi ancora dinamico e appena maturo, ciliegia e prugna, sfumature di liquirizia, tabacco, ginepro, mallo di noce, una punta di cacao in polvere, ricordi di piante boschive. Al palato è davvero un piacere, ha raggiunto un equilibrio perfetto, la trama tannica è ben amalgamata con la saporosa materia, un misto di frutti e spezie con una vena sapida assai stimolante. E quanta freschezza! Ancora pimpante e per nulla domo, va giù che è una meraviglia, tanto da convincermi questa sera ad abbinarlo ad un bel piatto di penne condite con il sugo dell’arrosto, che ovviamente farà da secondo. E visto che dopo non dovrò uscire in macchina, vogliamo scommettere che non ne rimarrà neanche una goccia?

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