Vin Santo del Castello di Ripa d’Orcia 2004

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2014


Tipologia: DOC bianco dolce
Vitigni: trebbiano, vermentino
Titolo alcolometrico: 16 %
Produttore: CASTELLO DI RIPA D’ORCIA
Bottiglia: 375 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Sono poche centinaia di bottiglie da 375 cl di uno dei Vinsanti più buoni che abbia degustato. Attenzione però, se siete alla ricerca di personalità, carattere, profondità, allora avete trovato il vino giusto, perché questo ne ha da vendere. Tanto per cominciare parliamo della composizione: decisamente non quella più tradizionale, infatti al consueto trebbiano toscano non si accosta la malvasia ma il vermentino, un’uva che si sposta per sua natura più verso la costa, dal litorale Ligure ai Colli di Luni, per scendere poi fino all’area grossetana di Monteregio e Capalbio. Il prezioso nettare ha riposato per anni in caratelli all’interno di una cappella sconsacrata che fa parte del comprensorio del castello di Ripa d’Orcia, e se non fosse stato per l’enologo Lamberto Tosi che si è reso conto di quale piccolo gioiello fosse racchiuso in quelle botticelle, forse non ne avremmo mai sentito parlare. E bravo Lamberto! Quando l’ho degustato a Terre di Toscana sabato scorso, sono rimasto semplicemente estasiato, il suo colore ambrato scuro e “antico” mi ha dato subito l’impressione che nel calice avrei trovato qualcosa di speciale: mi sono trovato improvvisamente trascinato dentro al bosco, fra castagni e felci, humus, funghi porcini, terra umida, per un attimo ho avuto l’impressione di trovarmi all’interno dell’eremo di Camaldoli, ad annusare le loro spezie, poi è arrivato il tabacco aromatico da pipa, i croccantini, la nocciola tostata, il miele di castagno e mille altre sensazioni con le quali non intendo tediarvi ulteriormente. Avrei aspettato per ore prima di assaggiarlo, ma ho ceduto invece nel giro di un minuto o poco più; che meraviglia, via le iper dolcezze, tutto quel volume aromatico che mi avvolgeva la bocca era perfettamente bilanciato da un’acidità solida e persistente, rendendo il sorso una ventata d’energia. Poi si è subito aggiunta la vena sapida, la materia era così avviluppante da non fati neanche percepire i 16 gradi di alcool, bontà pura e infinita, persistente, un godimento assoluto. Fate armi e bagagli e andate al Castello di Ripa d’Orcia, un luogo straordinario in una delle zone più affascinanti di tutta la Toscana e obbligate Laura e Remo a vendervi almeno una di queste preziose bottiglie, non ve ne pentirete.

RECENTI

  • Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

    Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut Cuvée del Fondatore 2016

  • Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

    Lambrusco Grasparossa di Castelvetro

  • Prosecco Extra Dry

    Prosecco Extra Dry

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani