Vermentino Nero 2012

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2014


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: vermentino nero
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: PODERE TERENZUOLA
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


La zona dei Colli di Luni è una delle più interessanti, anche perché coinvolge la provincia di Massa in Toscana e di La Spezia in Liguria, territorio affascinante e variegato che digrada dall’appennino fino al mare. Terenzuola si trova a Fosdinovo, che per la sua collocazione rappresenta un chiaro esempio della particolarità di quest’area, infatti in un raggio di pochi chilometri si passa da 50 a 450 metri di altitudine, questo comporta evidenti mutamenti nella composizione dei suoli, sul versante collinare di Fosdinovo si osservano due diverse unità tettoniche, la prima è composta di argille scure e arenarie grossolane, che via via diventano più fini in presenza di lave e tufi, l’altra è caratterizzata da differenti formazioni calcaree, in pratica il classico flysch delle zone appenniniche. A mio avviso l’azienda toscana è una delle migliori realtà di questa denominazione, grazie anche all’impegno profuso da Ivan Giuliani, che ha preso le redini dell’attività familiare negli anni ’90 e si è fortemente impegnato nel recupero di preziose varietà di vite locali, fra cui il vermentino nero, un vitigno di cui ancora oggi si sa poco; l’ipotesi più probabile è che sia originario proprio dell’alta Toscana, nell’area di Massa e della Lunigiana. Alcuni ritengono possa essere una mutazione del vermentino bianco, altri frutto di un incrocio fra pinot nero e gamay. Sta di fatto che è un’uva con caratteristiche proprie e fa bene Ivan a vinificarla quasi da sola. La versione 2012, frutto di uve raccolte da parcelle situate nei comuni di Pontremoli, Licciana Nardi, Fosdinovo, Massa e Carrara, ha subito la macerazione e la fermentazione con lieviti indigeni in barriques aperte con frequenti follature, la svinatura avviene per gravità a cui segue l’affinamento per sei mesi sui propri lieviti in acciaio e cemento. Nel calice mostra un colore rubino luminoso e trasparente, profuma di viole, rose e ciliegie, con evidenti sbuffi di grafite, la mineralità è evidente ma non mancano anche bei riflessi speziati. L’impatto al gusto è notevole, spicca la freschezza, quasi da vino bianco, la stessa struttura è contenuta (e qui, come già nel colore, si potrebbero fare riferimenti a certi tratti del pinot nero) e il tannino di ottima tessitura. Il finale leggermente ammandorlato chiude un percorso espressivo davvero piacevole e convincente.

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