Valpolicella Classico 2001

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 04/2003


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: corvina veronese 60%, rondinella 35%, molinara 5%
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: ALLEGRINI – Azienda Agricola Allegrini
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,50 a 10 euro


Mi sono sempre domandato a cosa serve premiare vini introvabili o dal prezzo impossibile per un cittadino medio. Ha senso parlare di un vino che viene prodotto in 1.500 esemplari? Ha senso dedicare ogni anno una pagina di una guida, che dovrebbe essere rivolta a tutti i consumatori, a un’azienda che produce un solo grande vino su una gamma piuttosto mediocre, a scapito di altri produttori qualitativamente capaci ma meno “fortunati”? Creare il “cult wine” è utile per spingere alla caccia avventori poco attenti e facilmente condizionabili, per incoraggiare altre aziende a emulare, imitare, copiare pur di ottenere quel riconoscimento che gli consentirebbe un salto economico e commerciale in breve tempo. E il mondo del vino ne soffre, a dispetto delle apparenze. Così rimangono sugli scaffali delle enoteche migliaia di vini che, pur qualitativamente ottimi ed economici, non hanno avuto la possibilità di entrare nelle grazie di questo o quel giornalista, non hanno ricevuto alcuna pubblicità e i consumatori li ignorano, semplicemente perché “loro” li ignorano. E le guide finiscono per assomigliarsi tutte, per proporre gli stessi nomi, gli stessi risultati, le stesse “verità”. Mentre degustavo questo splendido Valpolicella Classico ’01 di Allegrini, mi rendevo conto che avevo di fronte un vino importantissimo, una risposta da parte di un produttore serio e capace: quando il vino si fa bene, con intelligenza e rispetto, anche il più “piccolo” è straordinariamente “grande”. E dietro ai due colossi aziendali, Amarone Classico e La Poja, ecco che si fa strada un rosso garbato, fine, sorridente, pieno di dignità, dal prezzo davvero invitante (13 euro al ristorante, circa 8 euro in enoteca). Nell’osservarlo nel calice noto una bella compattezza di colore, rubino intenso, senza particolari cedimenti ai margini. Accostandolo al naso, ecco sprigionare le sue qualità oneste e per nulla comuni, di vino che sa farsi apprezzare, con quei profumi fruttati intensi e appena maturi di ciliegia nera, mora e mirtillo, quelle appena accennate note di pepe rosa e di piccoli fiori carnosi, mandorla più dolce che amara. All’assaggio è morbido e setoso, i tannini vellutati e ben integrati, il corpo elegante e quasi signorile; l’impatto è intenso e dolce, con il frutto che ritorna deciso (qui anche visciola) ed esteso a note speziate e appena balsamiche. La persistenza è molto convincente, lunga e quasi priva di amaritudini. Un vino da non dimenticare e da servire a 16° con piatti della cucina veneta e non solo, con carpaccio di manzo, maccheroncini allo stracotto d’asino, coniglio al forno.

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