Vallée d’Aoste Nus Supérieur 2008

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 10/2010


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: oriou gros 40%, oriou picciou 40%, cornalin 20%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: VINIRARI – ViniRari di Giulio Moriondo
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Confesso che avevo proprio un gran desiderio di aprire questa bottiglia, erano anni che non bevevo un vino di Giulio Moriondo, professore valdostano e bioenologo espertissimo del terroir e dell’ampelografia regionale, ma anche viticoltore, la cui produzione, ahimè, è decisamente limitata, volutamente. Perché, come afferma egli stesso: “La mia vera passione è la coltivazione della vite e la produzione di piccole quantità di vino. E’ una passione questa che, pur affaticandomi il fisico, mi permette di svagare la mente, liberandola dalle tossine che quotidianamente vi si accumulano”. L’approccio con cui lavora Moriondo è mirato al massimo rispetto dell’ambiente, l’obiettivo primario è portare in cantina uve sane e vinificarle cercando di mantenere integre le loro peculiarità, per questa ragione il vino non è stato sottoposto né a chiarifiche né a filtrazioni e non ha subìto la stabilizzazione tartarica. La solforosa utilizzata al momento della tappatura, non supera mai i 70 mg/L. La bottiglia in mio possesso è la numero 141, le uve provengono tutte dal vigneto Cartesan, impiantato oltre un secolo fa, situato a 620 metri s.l.m. nel comune di Quart; le viti sono ancora franche di piede, ovvero non sono innestate. Il suolo è misto, essendo in parte di origine alluvionale, in parte di origine glaciale. Ed eccolo nel calice, rubino trasparente e luminoso, con una trama olfattiva “pura”, quasi gentile, dove alle abbondanti sensazioni floreali di ciclamini e rose, si accosta un fruttato fresco di fragoline di bosco, amarene, lamponi, leggere sfumature di tabacco ed erbe alpine fanno da corollario ad un rosso sincero, che non può non piacere, spogliato di qualsiasi veste enologica. Lo ritroviamo al palato con quella stessa vivacità che ci aveva lasciato intuire all’olfatto, stupisce per la facilità di beva e digeribilità, il tannino è docile, l’acidità assicura una piacevole energia, tutto appare in equilibrio; nessuna presunzione ma lo specchio fedele di un territorio, un vino che mette allegria e serenità, e una gran voglia di andare a vedere quei vigneti in Valle d’Aosta. Data l’assai improbabile reperibilità dei vini di Moriondo, vi invito a non perdere l’occasione di assaggiarli al prossimo Terre di Vite (www.terredivite.it), l’evento che si svolgerà il 13 e 14 novembre 2010 al Castello di Buronzo, vicino Vercelli.

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