VALLAROM – Azienda Agricola Vallarom di Scienza Filippo

Indirizzo: Via Masi, 21 – 38063, Avio(TN)
Telefono: +39 0464 684297, +39 0464 687032
Fax:
WWW: www.vallarom.it
Email: info@vallarom.it


laVINIum – 08/2011
L’amore per la natura, curata e rispettata in ogni sua forma, è quanto si percepisce fin dalle prime parole scambiate con Filippo Scienza e con la moglie Barbara, un concentrato di energia e vitalità contagianti, stimolati continuamente dal figlio Riccardo, più che mai a suo agio tra gli otto ettari di pergole di vigneti e diverse file di ulivi, all’interno dell’incredibile “macchia mediterranea” che li circonda, e in compagnia inseparabile della coppia di Schnauzer nani che fanno dell’azienda Vallarom un luogo incantato in Vallagarina, un maso ai piedi dell’omonima valle dei Monti Lessini, a pochi chilometri dall’abitato di Avio.
Filippo mi confida che ha iniziato a frequentare la tenuta fin da ragazzino, acquistata dai nonni Ezio e Giuseppina negli anni ’60 e gestita fino al 1991, da cui ha ereditato la passione per la viticultura ed il lavoro all’aria aperta, “immergersi nella natura, i ritmi della vita scanditi dal trascorrere delle stagioni e dai cicli lunari, mi ha permesso di trovare un equilibrio e maggiore serenità interiore”.
Le sue conoscenze si sono quindi rafforzate grazie agli studi effettuati presso il vicino Istituto Agrario di San Michele all’Adige, quindi al Centre de Formation Professionnelle et de Promotion Agricole de Beaune in Borgogna e infine presso la californiana School of Agricolture Purdue University, seguiti da alcuni tirocini pratici in cantine toscane e all’estero “che mi hanno convinto della necessità di ritornare ad una viticoltura più rispettosa dell’ambiente in cui viviamo, evitando l’utilizzo di prodotti chimici invasiva, per riuscire ad avere un prodotto più “vero”, realmente “figlio” dell’ambiente, del territorio, della mia mano e della stagione”, afferma con un sorriso rassicurante.
“Da questo è nata l’esigenza di cambiare prodotti, sistemi di difesa dalle principali malattie e di cercare un equilibrio maggiore in campagna, secondo la sacrosanta verità che il vino si fa prima di tutto nel vigneto. Così sono partito passo a passo, verso una conduzione più rispettosa dell’ambiente, rendendomi subito conto che non si può passare dall’oggi al domani da una coltivazione convenzionale ad una biologica, sia perché le piante non lo sopporterebbero sia per creare un giusto equilibrio con tutto l’ambiente: tutti si devono adattare al cambiamento, me compreso. E’ necessario rimanere sempre in equilibro e, unendo le mie diverse esperienze con le miei conoscenze scientifiche “moderne”, cercare di impostare una viticoltura e vinificazione rispettosa: non affermerò mai, per esempio, che nei miei vini non c’è solforosa, poiché si sviluppa naturalmente durante la fermentazione, però posso affermare che cerco di aggiungerne il meno possibile e solo quando è strettamente indispensabile, senza comunque arrivare ad inutili e poco sensate esasperazioni”.
Apprendo quindi che il suo percorso “naturale”, alla ricerca di ciò che è meglio per questo tipo di terreno, clima e piante, iniziò nel 1999 abolendo subito il diserbo chimico, seguito l’anno seguente dai vari prodotti chimici per la difesa fitosanitaria, a cominciare dagli antibotritici, fino ad arrivare nel 2004 ad utilizzare solo rame e zolfo, una decina di trattamenti di media all’anno, cercando le condizioni climatiche più favorevoli, come l’assenza di vento, tra l’altro presente quasi costantemente nel Trentino, e le temperature miti per evitare bruciature, obbligandolo spesso a lavorare fino a notte inoltrata. Fedele ai concetti base della coltivazione biologica, la concimazione dei vigneti è esclusivamente organica, secondo la tecnica del sovescio, la tignola e la tignoletta vengono combattute con la “confusione sessuale”, l’equilibrio ambientale è ricercato lasciando zone incolte con vegetazione spontanea tra un vigneto e l’altro e mantenendo muri di sasso a secco, habitat ideale per numerosi animali.
“Con gli stessi criteri e idee di agricoltura più sostenibile e naturale, ho cercato di sviluppare la parte enologica,” – prosegue con lo stesso entusiasmo Filippo – “evitando quando possibile l’utilizzo di lieviti selezionati, enzimi e batteri malolattici assecondando i fenomeni naturali e facendo ricorso al minimo di meccanizzazione in cantina, sia per ridurre i costi e i consumi energetiche sia per evitare di stressare il vino, con l’idea appena possibile di strutturare la cantina su piani diversi per sfruttare la gravità nella vinificazione e nei successivi travasi. Il mio obiettivo è di trasferire nella bottiglia tutte le sfumature date dal microclima, dalla composizione del territorio, dalla mia personalità e anche le differenze date dall’andamento stagionale.
Tutto questo per noi non è solo una filosofia di conduzione aziendale, ma è anche diventato un vero e proprio stile di vita, cercando di preferire nei nostri acquisti prodotti biologici, di utilizzare il meno possibile prodotti non riciclabili e di cercare di inquinare il meno possibile, utilizzando pannelli solari e una caldaia a legna per produrre l’energia e l’acqua calda per i nostri fabbisogni e per quelli aziendali. Stesse scelte anche dal punto di vista del confezionamento dei nostri vini, utilizzando carta riciclata per le etichette e bottiglie in vetro più leggero ma più scuro per ridurre le emissioni anidride carbonica sia nella loro produzione sia nel trasporto”.
Vini degustatiAnnataPrezzoVoto

RECENTI

  • Sforzato di Valtellina Runco de Onego 2013

    Sforzato di Valtellina Runco de Onego 2013

  • Taurasi 2010

    Taurasi 2010

  • Valtellina Superiore Pietrisco 2013

    Valtellina Superiore Pietrisco 2013

Testata registrata presso il Tribunale di Roma (n. 146/09 del 4 maggio 2009) © 2000-2017 laVINIum.com - Tutti i diritti riservati E' vietata la copia anche parziale del materiale presente in questo sito. Il collegamento al data base della rivista è vietato senza esplicita autorizzazione della direzione editoriale.
Direttore Responsabile - Maurizio Taglioni / Direttore Editoriale - Roberto Giuliani