Tufaio Passito 1999

pastuf99Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@

Data degustazione: 02/2015

Tipologia: IGT bianco dolce

Vitigni: chardonnay

Titolo alcolometrico: 14,5 %

Produttore: CANTINA DEL TUFAIO – Cantina del Tufaio di Claudio Loreti

Bottiglia: 500 ml

Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro

Viene spontaneo chiedersi come mai la Cantina del Tufaio sia completamente ignorata dalle più note guide vinicole italiane (vedi Vini d’Italia, Duemilavini, I vini di Veronelli). Inspiegabile dimenticanza, se si pensa che a Zagarolo sono ben poche le aziende che possano vantare vini qualitativamente impeccabili come quelli del simpaticissimo proprietario Claudio Loreti. E se il Tufaio Brut Pas Dosé 2000 ci aveva sbalordito per la pulizia esecutiva, per la straordinaria fragranza, tanto da farci supporre che il Lazio abbia buone possibilità di emergere su un terreno così inusuale come quello degli spumanti metodo classico, ancor più stupiti rimaniamo di fronte a questo splendido vino da meditazione, il Tufaio Passito ’99, ottenuto da uve chardonnay raccolte tardivamente e fermentate in legno, poi maturate per oltre due anni in grotta alla temperatura di 12,6° C. Un vino che, nel sorseggiarlo, suscita immagini poetiche, passeggiate romantiche lungo i vialetti suggestivi di Zagarolo, momenti di grande emozione che portano sensazioni di serenità e pace con il mondo. No, non esagero, non è affatto frequente incontrare un passito laziale così affascinante, dal colore giallo paglierino carico, molto luminoso, impreziosito da deliziose sfumature dorate. I profumi spaziano da delicate note di fiori appassiti, geranio, gelsomino, mimosa, a note di agrumi, ananas in primis, poi mango, pesca sciroppata, banana matura, mandorla dolce, uva sultanina; non ci sono note estreme di frutta secca o candita, come spesso accade nei vini passiti, del resto già il colore, molto vivace ma senza accenni ambrati, mette in risalto una qualità giocata sulla finezza e sull’eleganza. E all’assaggio conferma una struttura equilibrata, la dolcezza è contenuta, quello che serve per renderlo gentile e caloroso, morbido ma non stucchevole, grazie anche al buon apporto di sapidità (l’acidità è appena un po’ inferiore a quanto servirebbe per dargli più ampio respiro). Al gusto propone un frutto rotondo e avvolgente, note di miele di agrumi e spezie dolci (c’è un po’ di cannella e di zafferano) e un finale lungo e raffinato.

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