Trento Firmato Millesimato 1996

Degustatore: laVINIum Valutazione: @@@@
Data degustazione: 05/2002


Tipologia: DOC bianco spumante
Vitigni: come da disciplinare
Titolo alcolometrico: 12 %
Produttore: CAVIT – Consorzio di Cantine Sociali
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Per quel che riguarda i vini cosidetti fermi, è stato sino ad ora nostro costume, empirico e non ideologico ma motivato dal gran numero di esperienze passate, di preferire i vini provenienti da piccole produzioni, i vini del vignaiolo, “monovigna”, “monoterritorio”, non obbligatoriamente monovitigno (i grandi uvaggi del Friuli insegnano), molto tipici, caratteristici e caratterizzati dalla mano e dall’ispirazione del vignaiolo stesso; per i vini spumanti il discorso cambia: saper coniugare grandi quantità con elevata qualità è stato da sempre, atout dei grandi produttori della Champagne, da Dom Perignon in poi. L’arte del monaco benedettino di Hautvillers consisteva proprio nel saper coniugare vini di diversi territori ed anche di diverse annate, ottenendo da essi un prodotto finale di caratteristiche superiori a quelle di tutti i vini base presi singolarmente, queste operazioni, ancora oggi praticate in quel di Champagne prendono il nome rispettivamente di coupage (diversi territori) e di assemblage (diverse annate). Càvit, uno dei più grandi produttori italiani, dimostra con questo suo Firmato ’96, di aver imparato la lezione dei cugini d’oltralpe e di saper fare come loro, regalandoci questo spumante millesimato (quindi ottenuto con il solo metodo del coupage), di grande finezza. E’ un Talento di talento, brillante, dal bel colore giallo paglierino complesso, con nuances oro-verdi, vivace nella flùte, con una spuma perfetta, un perlage fine e continuo che forma catenelle persistenti ed una coroncina di candida spuma in alto. All’olfatto si dimostra subito capace di offrire un bel bouquet di profumi, e sottolineiamo bouquet in quanto la base è decisamente di fiori bianchi ma complessa: fiori freschi, nettare di acacia ed anche fiori bianchi secchi. Il frutto giunge poi, anche qui di mela golden matura ed anche mela secca, seguito a sua volta da note fragranti di crosta di pane. Il contesto è di media intensità, di grandi eleganza e complessità. In bocca si mostra proprio come ci si aspettava: grazie all’ottimo perlage il vino si rivela fresco, vivace, di medio corpo, con un minimo residuo zuccherino a renderlo particolarmente morbido e avvolgente; è intenso e persistente al retrolfatto, con un’ottima corrispondenza aromatica; il finale è pulito ed invoglia a berne ancora. E’ ideale come aperitivo, in particolare nelle “occasioni”, può accompagnare perfettamente rustici e pain-surprise; ottimo con le ostriche, senz’altro gradevole anche per accompagnare l’intero pasto. Bien sur, servito molto fresco 6 massimo 8° (nel bicchiere, quindi bisogna partire da una bottiglia a temperatura più bassa), nei classici flauti.

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