Toccomagliocco 2008

acino_toccoDegustatore: Roberto Giuliani
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 12/2010


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: magliocco
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: L’ACINO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Se non ci fossero le nuove generazioni, che portano linfa, idee, proposte, orgoglio, senso di appartenenza al proprio territorio, probabilmente il nostro mondo subirebbe un inesorabile declino. D’altronde non è sempre facile ricuperare quanto è stato già perduto nei secoli, soprattutto se le cose sono profondamente mutate. L’Acino è una giovane azienda fondata da tre soci e amici, Dino Briglio Nigro, Antonello Canonico ed Emilio di Cianni, che ha sede a San Marco Argentano in provincia di Cosenza, ma i vigneti sono rivolti più a nord-est, tra il parco Nazionale del Pollino e la Piana di Sibari, non lontano dal Mar Jonio. Sybaris è stata una delle più antiche colonie greche del meridione, purtroppo andata distrutta nel 510 a.C. a causa dei forti conflitti con la vicina Crotone, la cittadina attuale è nata negli anni ’60 ed è diventata una delle mete turistiche più gettonate della Calabria, ma un tempo era retta da un popolo aristocratico, fondamentalmente proprietari terrieri, e il commercio fiorente comprendeva anche il vino, apprezzato e richiesto in tutto il bacino del Mediterraneo e persino in Grecia e i vitigni principi erano il magliocco e il mantonico. Tradizione vitivinicola, quindi, millenaria, che purtroppo è andata quasi perduta e oggi sta faticosamente riconquistando il proprio spazio. Dino, Antonello ed Emilio credono molto nelle potenzialità di questi due vitigni e sanno di poter contare su un territorio straordinario e ideale per la vite, di colore rosso, argilloso e sabbioso, collocato in un contesto climatico assolutamente mediterraneo. Il loro “maestro” è Bruno De Conciliis, che ha fornito un contributo fondamentale sul piano enologico e logistico, poiché l’Acino non aveva ancora una propria cantina di vinificazione per le prime tre annate. Il Toccomagliocco 2008, uno dei due vini attualmente prodotti, è quindi tutto farina del loro sacco, ottenuto da magliocco in purezza, da un vigneto di 2,50 ettari situato a Frascineto, allevato a guyot con una densità di 5.000 ceppi per ettaro. Le uve sono state raccolte fra la fine di settembre e il 15 ottobre, macerate per poco più di una settimana in vasche d’acciaio termocondizionate e affinate tre mesi in vasca e sei in botti di rovere di secondo e terzo passaggio. Dell’annata 2008 sono state prodotte circa 6.000 bottiglie (più un centinaio di magnum). Si offre alla vista di colore rubino intenso e profondo ma con una buona penetrazione della luce; al naso si apre in progressione, rivelando una trama di grande pulizia e fascino, colpisce molto la nota minerale, quasi ferrosa, che fa da contraltare ad un fruttato maturo ma non dolciastro, richiama il gelso nero, la prugna, una leggera amarena, poi si sposta su toni di noce moscata, pepe, leggero tamarindo, con una chiusura delicata di tabacco. Al palato è fornito di un tannino di trama fine e ben smussata, freschezza piena e corroborante e un alcol ben imbrigliato nella polpa fruttata che gli dona un equilibrio quasi perfetto. Un vino dall’impatto gioioso ma affatto superficiale, si beve bene, senza difficoltà e la sua vena mediterranea affiora con estrema disinvoltura, restituendoci una vibrante energia che stimola l’appetito. Ha davanti un’ottima prospettiva evolutiva. Leggo sulla brochure aziendale: “Oggi noi tre coltiviamo un sogno, prima ancora che viti: quello di riportare in vita – e non è un gioco di parole – quei vitigni e quel vino. Perché ritornare più di duemila anni indietro è impossibile, ma avere sul palato quei sapori sì”. Possiamo dire che il sogno è divenuto realtà.

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