TERRE DEL PRINCIPE

Indirizzo: Via S.P. SS Giovanni e Paolo, 30 – 81010, Castel Campagnano(CE)
Telefono: +39 0823 867126
Fax: +39 0823 867126
WWW: www.terredelprincipe.com
Email: info@terredelprincipe.com


laVINIum – 06/2009
Chi l’avrebbe mai detto che sarebbe stato tanto difficile e oneroso da parte di Manuela e Peppe ottenere una modifica ad un disciplinare Igt, il Terre del Volturno, affinché prevedesse la possibilità di aggiungere in etichetta, ai già ammessi “aglianico, asprinio, casavecchia, coda di volpe, falanghina, fiano, greco, piedirosso, primitivo, sciascinoso” il pallagrello bianco e nero. Ci sono voluti anni di lotte affinché il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini accogliesse la loro richiesta.
Così, con la G.U. n. 197 del 23 agosto 2008, finalmente le due varietà sono entrate a pieno diritto nel disciplinare e risultano anche nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite con il numero di codice 381 e 382. Fu proprio Peppe Mancini negli anni ’90 ad impegnarsi per la valorizzazione del pallagrello e del casavecchia, altro vitigno importante del casertano a bacca nera.
Non c’è dubbio che Terre del Principe vive di queste tre varietà, veri e propri simboli aziendali, qui merlot, cabernet, syrah, petit verdot, chardonnay, sauvignon non mettono piede, il pallagrello bianco e nero e il casavecchia bastano a se stessi, hanno tanto da dare in queste terre ricche di arenarie, situate tra i massicci del Taburno e del Matese, in prossimità di Le Squille, un piccolo borgo con poco più di mille abitanti a due passi dal comune di Castel Campagnano. Il territorio è attraversato dal fiume Volturno, dove si pescano le pregiate “squille”, deliziosi gamberetti di fiume da cui deriva il nome del borgo.
Manuela e Peppe sono da sempre aperti alla ricerca, tanto da aver avviato nel 2005 un progetto di studio con la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Foggia; collaborano ad un progetto di comunicazione scientifica sulle tre varietà autoctone con l’Università degli Studi Federico II di Napoli, inoltre, con il centro sperimentale dei Vivai Cooperativi Rauscedo, stanno portando avanti uno studio per migliorare le selezioni dei cloni dei tre vitigni presenti nella valle del Volturno.
L’attività aziendale è completamente a gestione famigliare, 11 ettari vitati e una produzione di circa 60.000 bottiglie; la consulenza di Luigi Moio rappresenta un supporto fondamentale con la sua esperienza, mentre Gaetano Pasquale si occupa del lato agronomico.
I vini che vi presentiamo questa volta sono il Fontanavigna 2007, un pallagrello bianco vinificato in acciaio, il Le Sèrole 2007, sempre pallagrello bianco ma che si giova di un breve passaggio in barrique, il Castello delle Femmine 2006, un uvaggio paritario di pallagrello nero e casavecchia, l’Ambruco 2006, pallagrello nero in purezza, il Centomoggia 2006, ottenuto dall’altro vitigno aziendale, il casavecchia e, infine, il Vigna Piancastelli 2005, che vede il contributo del 70% di pallagrello nero e del 30% di casavecchia, con una piccola parte delle uve che subisce appassimento in pianta.

Vini degustatiAnnataPrezzoVoto
Ambruco2006da 15 a 25 euro@@@@
Casavecchia Centomoggia2011da 10 a 15 euro@@@@
Castello delle Femmine2004da 7,50 a 10 euro@@@@
Castello delle Femmine2006da 7,50 a 10 euro@@@
Centomoggia2004da 10 a 15 euro@@@@
Centomoggia2006da 15 a 25 euro@@@@
Fontanavigna2007da 10 a 15 euro@@@@
Fontanavigna2012da 10 a 15 euro@@@
Le Sèrole2004da 10 a 15 euro@@@
Le Sèrole2007da 15 a 25 euro@@@@
Le Sèrole2011da 10 a 15 euro@@@@
Pallagrello Nero Ambruco2011da 10 a 15 euro@@@@
Vigna Piancastelli2005da 25 a 50 euro@@@@

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