Terre Alfieri Arneis 2020

Terre Alfieri Arneis 2020 Terre dei SantiDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@
Data degustazione: 01/2022


Tipologia: DOCG Bianco
Vitigni: arneis
Titolo alcolometrico: 13%
Produttore: TERRE DEI SANTI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 7,5 a 10 euro


Terre dei Santi è una realtà vitivinicola piemontese avviata nel 2004 dall’unione delle Cantina del Barbera di San Damiano d’Asti e della Cantina Sociale del Freisa di Castelnuovo Don Bosco, il cui primo nucleo venne fondato nel 1953. Attualmente conta 150 soci e una gestione totale di oltre 320 ettari suddivisi in 2500 vigneti su tre diverse aree indubbiamente vocate in tema di viticoltura: il Chierese, collocato nell’area sudorientale della collina di Torino; il Castelnovese, che comprende una vasta area collinare del Monferrato nordoccidentale, e le colline di San Damiano d’Asti, che si estendono a nordest del Roero, all’interno dei confini della denominazione Terre Alfieri.
E’ proprio quest’ultima la protagonista del mio articolo, e attraverso l’Arneis 2020 ho il piacere di raccontarvi una piccola parte dell’operato della Cantina. I vigneti in questione sono collocati nelle colline più vocate attorno al comune di San Damiano d’Asti, tra i più noti dell’areale di produzione della DOCG sopracitata nata nel 2020. I terreni da queste parti conservano una buona percentuale di limo e sabbia, altitudini che variano da 180 a 330 metri sul livello del mare ed esposizioni di tutto rispetto con buona pendenza.
Il panorama è incantato, inoltre la biodiversità è senza dubbio l’arma vincente di quest’angolo piemontese che conserva un attaccamento alle tradizioni che non smette mai di stupire. Vinificazione in bianco con pressatura soffice e fermentazione a 17°C, affinamento in acciaio sino al 1° marzo, qualche mese in bottiglia ed è pronto per la vendita. Amo dare il giusto tempo all’arneis per rivelare tutte le sue peculiarità, proprio per questo ho deciso di stapparlo solo ora, un moderato affinamento non potrà che giovare all’insieme.
Roteando il vino all’interno del calice le lacrime precipitano senza opporre troppa resistenza, la trama cromatica è paglierino vivace, chiaro con riflessi beige. Media intensità al naso con frutta dolce: macedonia, spicca il melone bianco d’inverno, limone, pennellate floreali di biancospino ed erbe aromatiche dolci che ricordano la costa ligure.
È un sorso slanciato, scorrevole, l’andirivieni di sensazioni dolci-acide domina, medio corpo e una discreta sapidità. Un vino perfetto all’ora dell’aperitivo soprattutto su canapè con salsa tonnata o rotolini di salmone affumicato ripieni di robiola ed erba cipollina.

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