Solenida 2015

Solenida 2015 Tenuta PodernovoDegustatore: Andrea Li Calzi
Valutazione: @@@@
Data degustazione: 11/2020


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14,5%
Produttore: TENUTA PODERNOVO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro
Vino Bio:


Qualche mese fa ho dedicato un’ampia retrospettiva ai “satelliti” che gravitano attorno al noto brand Ferrari di Trento. Le tre Tenute della famiglia Lunelli sono ubicate in Trentino, Umbria e Toscana, rispettivamente Tenuta Margon, Tenuta Castelnovo e Tenuta Podernovo. È quest’ultima ad essere nuovamente protagonista del mio scritto. Il tema è uno solo: valorizzare al massimo il sangiovese, nobile cavallo di razza toscano, impiegato già in due vini della gamma, in percentuali superiori al 60%. Non contenti di tutto ciò, i Lunelli, conoscendo il potenziale dei vigneti di proprietà ubicati nel comune di Terricciola (PI), hanno da poco deciso di lanciare sul mercato il primo Sangiovese in purezza prodotto dal brand toscano. Il progetto è nato dalla collaborazione con Luca D’Attoma, enologo di grande fama e stimato conoscitore del territorio toscano.
Il “Solenida” è frutto di un’accurata selezione attuata grazie al sistema Animavitis®, che permette di vendemmiare le microzone separatamente: grappoli piccoli, acini leggeri e piuttosto concentrati, così facendo si punta a ottenere massima qualità ed espressione del territorio. Deriva da agricoltura biologica, come tutti i vini della Tenuta. Lodevole il connubio tra innovazione ed antiche tradizioni, un esempio su tutti: la scelta del sovescio e la vinificazione che avviene in parte in anfora. La ricerca della biodiversità in vigna è un tema sentito dall’azienda, viene sviluppato attraverso la creazione di ambienti adatti a varie specie di insetti, come le arnie in vigna, che garantiscono viti sane e terreni in armonia con l’ambiente circostante. Questa tipologia d’insetti, con l’impollinazione, permette la naturale nascita e diffusione di nuove piante.
Veniamo dunque al vino degustato, figlio di un’annata regolare, calda, non eccessivamente siccitosa, dove quantità e qualità si equivalgono. 100% sangiovese, perlopiù proveniente da una selezione della vecchia vigna quarantenne presente a Podernovo, in Terricciola (PI), ci troviamo a circa 40 chilometri dalla splendida Costa Toscana all’altezza della provincia di Livorno. Le uve crescono su terreni fortemente caratterizzati dalla presenza di sabbie limose con una buona componente di argille e una notevole quantità di residui fossili, tra tutti la conchiglia Solenidae, da cui prende il nome il vino. Quest’ultimo aspetto rappresenta un’importante testimonianza: il valore aggiunto dato dal territorio, la matrice dello stesso è in grado di forgiare vini riconoscibili e rappresentativi dello stile della Tenuta.
Il sistema d’allevamento scelto è il cordone speronato (5680 ceppi/ha) la produzione è di circa 50 quintali d’uva per ettaro. La temperatura di fermentazione avviene a 24-26°C per 21 giorni in tini di acciaio. Pre-macerazione a freddo a 12°C per 36 ore. Macerazione in acciaio che si protrae per circa 3 settimane, l’obbiettivo è quello di estrarre lentamente il colore e i tannini nobili. La macerazione in anfore di terracotta riguarda il 10% della massa e dura almeno 3 mesi. Segue affinamento in botti e barili di rovere, parte francese e parte di Slavonia, per 24 mesi, seguito da 24 mesi in bottiglia.
Il vino colora il calice grazie ad una tinta rubino vivace, inclinandolo mostra consistenza e sull’unghia evidenti riflessi granato. L’impatto olfattivo è notevole e intriso di dolci ricordi d’amarena matura e more nere di montagna, stimolanti note di stecca di liquirizia, geranio, anice e spezie dolci/piccanti quali cannella, cardamomo e zenzero. Continua su caucciù, terriccio bagnato, pepe nero e una folata balsamica di mentolo, lieve la nota di vaniglia bourbon a chiudere; il legno è già piuttosto ben assorbito. Timbro gustativo pronunciato, vibrante freschezza e al contempo linee morbide, sinuose, intervallate da un tannino dominante e dolce.
Il vino ha stoffa, sapidità e profondità gustativa, una valida assicurazione per un futuro lungo e prospero. Lo riassaggerò non prima di 8-10 anni, al momento mi ”limito” a gustarlo accompagnato ad uno spezzatino di manzo di reale in umido, cotto con funghi cardoncelli e zucca mantovana non meno di due ore a fiamma bassa; un piatto autunnale che scalda il cuore.
Sfiora la quinta chiocciola.

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