Sant’Antimo Fontanelle Chardonnay 2000

fonban00Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@
Data degustazione: 10/2000


Tipologia: DOC Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 12,5 %
Produttore: BANFI – Castello Banfi
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro

 


Banfi è un’azienda che non ha bisogno certo di presentazioni, nasce nel 1978 grazie alla collaborazione dell’enologo e viticoltore Ezio Rivella con i fratelli italo-americani Mariani, proprietari della più nota società importatrice di vino dagli States. Gli 850 ettari vitati, le decine di vigneti impiantati, autoctoni e alloctoni, i numerosi premi ricevuti un po’ in tutto il mondo, ne fanno una delle aziende vitivinicole più importanti d’Italia. Questi numeri, spesso, non sono stati garanzia di qualità, ma piuttosto di grandi capacità di marketing; ma alla Banfi si lavora seriamente, con tecnologie ultramoderne, seguendo una filosofia che non dimentica le antiche tradizioni enologiche. Le numerose tipologie di vino, da quelle più blasonate e costose, a quelle più commerciali ed economiche, sono sempre concepite nell’ottica di offrire un prodotto con un rapporto qualità/prezzo assolutamente corrispondente. Così possiamo trovare un Brunello di Montalcino Poggio all’Oro Riserva, gioiello della casa, prodotto in quantità limitata, ed un Brunello base piacevole e dignitoso, costante in ogni annata, ad un prezzo che non ha rivali nella stessa tipologia. Oggi parliamo di un vino che proviene da una delle doc toscane più recenti, il Sant’Antimo Fontanelle Chardonnay 2000, che si può trovare molto facilmente in enoteca, ma anche in catene di supermercati di qualità, ad un prezzo più che corretto. Osservandolo nel calice, notiamo una bella luminosità, il colore è giallo paglierino intenso, con nuances verdoline, nonostante i due anni dalla vendemmia. La presenza di glicerine è evidente sulla parete, dove si mettono in mostra archetti abbastanza numerosi e lacrime ampie e spesse. Al naso appare di medie intensità e persistenza, con profumi dolci di ananas, pesca e lychees, seguiti da un leggero floreale di genziana e gelsomino, su un fondo delicato di fieno e nocciola tostata. In bocca è sincero, di buon corpo, fresco, si sente chiara la struttura e le caratteristiche del vitigno, che si ripropone con le sensazioni di frutto e la componente morbida, glicerica che si deposita sulle pareti del cavo orale, lasciando una sensazione lievemente sapida e piacevole, di buona persistenza e pulizia. Servitelo a 12° in calici per vini bianchi morbidi e profumati, con salumi nobili come il culatello o lo speck altoatesino, quenelles di pollo, spaghetti al ragù di triglie, pasta e fagioli, risotto all’ossobuco, scorfano all’acqua pazza, polpo al pomodoro e, perché no, coniglio al rosmarino.

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