Sannà 2000

sanborDegustatore: laVINIum Valutazione: @@@
Data degustazione: 07/2002


Tipologia: IGT Bianco
Vitigni: chardonnay
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: BORGO CANALE
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Un altro vino molto interessante a base di chardonnay che ci giunge dalla Puglia, dal Salento per la precisione, terra ad alta vocazione vinicola che sempre più acquisisce coscienza dei propri mezzi e delle proprie potenzialità. Lamentavamo alcuni anni fa la vocazione all’export di basso profilo degli imprenditori di queste parti; navi cisterna che partivano dai porti pugliesi con carichi di vino che non si sapeva bene che fine facesse, ce lo siamo trovato sicuramente sulle nostre tavole sotto le più svariate forme: aceto, vino da tavola in cartone e purtroppo anche in sapiente aggiunta a blasonate bottiglie di vini D.O.C. Ora, giovani imprenditori stanno dando il meritato lustro alla regione Puglia affiancando le storiche ‘teste matte’ che in barba alla produttività ed ai grandi numeri, hanno sempre prodotto il loro vino in un solo modo: il migliore. Tra costoro, Vi proponiamo oggi la giovane azienda Borgo Canale, giovane per quanto riguarda l’avventura imprenditoriale ma non per quanto riguarda l’età delle vigne e l’esperienza dei suoi manager. Il vino al momento nei nostri calici è il Sannà, un bianco I.G.T. ottenuto da uve chardonnay vinificate in purezza, fermentate cronologicamente in serbatoi di acciao inox a temperatura controllata, poi in barrique (nessuno è perfetto). Dobbiamo dire che dopo il Preludio N.1 2000 di Rivera assaggiato esattamente un anno fa, il Sannà è il secondo bianco pugliese ad impressionarci così positivamente. Perfettamente cristallino nel calice, di colore paglierino carico con ancora marcati riflessi verdolini e di visibile struttura, è composto nel bicchere e le lacrime sui bordi del bicchiere sono molto larghe e tendono ad accoppiarsi tra di loro. Variegato l’impianto olfattivo che spazia da una base vegetale di foglia di pomodoro, ai fiori d’acacia, al frutto maturo e tropicale, giallo di mela golden matura e di ananas. Con l’ossigenazione le sensazioni si fanno più dolci, l’acacia ricorda il suo miele, c’è pasta di mandorle e speziatura di vaniglia. Molto elegante in un quadro di media intensità. Morbido tra lingua e palato ma molto ben sostenuto da giusta acidità e pronunciata sapidità. Il frutto si sprigiona polposo nella fase centrale della masticazione lasciando via via spazio ad un finale dolce ed insieme ammandorlato di pasta di mandorle e vaniglia. Finissima la qualità, perfetta la corrispondenza gusto-olfattiva. E’ pronto alla beva e resterà sicuramente interessante per altri cinque anni. Suadente il frutto, per niente coperto ma piuttosto ben amalgamato con le caratteristiche conferitegli dall’affinamento in legno. Si assapora benissimo anche da solo, lo si può accompagnare a preparazioni di pesce, ma anche a ricette mari e monti con pesce e funghi, terrine di selvaggina, insalate di pollo. Servito a 12° in calici di media ampiezza per vini bianchi ricchi di corpo.

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