Sangiovese di Romagna Superiore Silvano 2009

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@
Data degustazione: 08/2011


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: sangiovese
Titolo alcolometrico: 14 %
Produttore: PALAZZO ASTOLFI
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 10 a 15 euro


Palazzo Astolfi è uno di quei siti dove almeno una volta nella vita bisognerebbe andare. Si trova a pochi chilometri da Rimini, immerso nel verde, un edificio di origine medioevale che fu residenza di campagna di un alto prelato della curia verso la fine del XVIII secolo. La posizione di questa villa storica è davvero invidiabile, domina la Valle dell’Uso e si vedono senza difficoltà il mare di Rimini e Ravenna da una parte e i colli del Montefeltro dall’altra. La tenuta comprende un’azienda agricola con oltre 20 ettari distribuiti fra vigneti (16 ettari) e ulivi secolari per la produzione dell’olio extravergine, un agriturismo ricavato da due vecchie case coloniche ristrutturate e arredate con mobili d’epoca. Le uve coltivate sono sangiovese, biancame, chardonnay, cabernet sauvignon e rebola. Questo Sangiovese di Romagna Superiore Silvano nasce dal desiderio di Roberto e Tony di produrre un vino che fosse degno di rappresentare tanta bellezza e di accompagnare i piatti preparati in questo splendido agriturismo. Non un vino ipercostoso e pretestuoso, al contrario un prodotto che sia alla portata di tutti ma con un carattere ben definito e una piacevolezza che metta in pace con il mondo. Ottenuto da un vigneto argilloso-limoso situato in forte pendenza con orientamento nord-sud, piante di oltre un quarto di secolo, con densità di 4.000 ceppi/ettaro, allevamento a guyot doppio capovolto e periodico inerbimento con cotico naturale. La vendemmia manuale si svolge tra la seconda e la terza decade di settembre, in due vigne distinte per caratteristiche geo-pedologiche, che consentono una leggera surmaturazione delle uve in pianta. Nel calice presenta un colore rubino intenso e una bella luminosità, lo slancio di profumi mette subito in evidenza l’ottima maturazione delle uve che gli dona un tripudio di frutti di bosco e viola passita, arricchito da note di macchia, liquirizia, ginepro e altre spezie fini. Al palato rivela quella marcia che ci si aspetta da un vino che si vuole godere di fronte ad un buon piatto della tradizione romagnola: succoso, pieno e già ben equilibrato, con un tannino importante ma perfettamente integrato, ritorna ampio il frutto, ciliegia, mora, visciola e ancora spezie. Da provare con il brasato al sangiovese.

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