San Leonardo 1999

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 03/2003


Tipologia: IGT Rosso
Vitigni: cabernet sauvignon 60%, cabernet franc 30%, merlot 10%
Titolo alcolometrico: 13 %
Produttore: SAN LEONARDO
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 25 a 50 euro


Tripudio e gaudio a questo grandissimo bordolese trentino, caposcuola assoluto nella regione e punto di riferimento nazionale. No, nessuna esagerazione, non è facile trovare un vino rosso di questa levatura, eccellente in tutte le annate, capace ancora di migliorare, magistralmente costruito, vino esaltante, di grande misura. Alcol, struttura, profumi, tannini, tutto di enorme eleganza, senza spigoli o eccessi. Un risultato che Carlo Guerrieri Gonzaga e l’enologo Giacomo Tachis, hanno ottenuto con anni di duro lavoro, di ricerca, di professionalità e passione. Il San Leonardo ’99 è stato prodotto in 90.000 esemplari, un numero che ne rafforza il diritto ad essere un grande vino, facilmente rintracciabile nelle enoteche, non un “miraggio”, ad un prezzo (attorno ai 45 euro) assolutamente corretto rispetto alle sue eccezionali caratteristiche. Il colore è rubino profondo e concentrato, quasi impenetrabile, con riflessi ancora purpurei, soprattutto sull’unghia. La fittezza di archetti e la produzione di lacrime lente e rotonde mettono in evidenza una consistenza e una struttura assolutamente perfette. Al naso mostra tutta la sua stoffa, è intenso e avviluppante, con note vegetali assai più contenute che in passato, un frutto vivo che promette dolcezza al palato, di prugna, mora e ciliegia nera in confettura, ammantate da spezie raffinate che spaziano dalla cannella al cacao, dal chiodo di garofano al pepe rosa, dal tabacco alla liquirizia, su un fondo appena tostato e vanigliato (che col tempo verrà completamente assorbito), poi arrivano sfumature minerali, accenni mentolati e di alloro. All’assaggio non delude, mostra tutta la sua classe, un sogno, avvolge subito la bocca con i suoi tannini setosi, il frutto dolce e una misuratissima acidità/sapidità che ne esalta il gusto. Il tutto, già ora, in straordinario equilibrio ma, al contrario di altri, premessa di incredibile longevità (sacrilegio non averne almeno un’altra bottiglia da aprire fra una decina d’anni!). E infine l’infinita persistenza, che rilascia una a una tutte le preziose sfumature aromatiche che ne confermano l’incredibile armonia. Da non perdere. Servitelo a 18° in grandi calici tipo Bordeaux, con gnocchi allo stufato di cervo, maltagliati al sugo di capriolo, fettuccine alla scottiglia di cinghiale, piccione stufato, anatra alla creta, boeuf bourguignon, lepre al vino rosso.

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