Salice Salentino Rosso Donna Lisa Riserva 2000

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@@
Data degustazione: 07/2004


Tipologia: DOC Rosso
Vitigni: negroamaro 90%, malvasia nera 10%
Titolo alcolometrico: 13,5 %
Produttore: LEONE DE CASTRIS
Bottiglia: 750 ml
Prezzo enoteca: da 15 a 25 euro


Sappiamo bene tutti, lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle, cosa ha significato il passaggio dalla lira all’euro. In numerosi casi, dal settore alimentare a quello dell’abbigliamento, dai prodotti farmaceutici all’elettronica, dalle autovetture alle case, ci si è trovati di fronte alla drammatica equivalenza “1.000 lire = 1 euro”, ovvero: ciò che prima costava 1.000 lire ora necessita dell’esborso di un euro. Un meccanismo che in Italia, più che in altri Paesi, si è manifestato in modo incisivo e ingiustificato, ponendo in seria difficoltà le categorie più disagiate. Nel caso del vino, l’effetto è stato parzialmente celato dal già elevato costo a cui erano giunti i prodotti di classe elevata, dai supertuscan ai grandi Barolo e Brunello, prima dell’avvento della moneta europea. Ma un certo riflesso si è avuto anche sui vini a basso costo, nei supermercati come nelle enoteche, per non parlare dei ristoranti. Fa quindi enormemente piacere riscontrare che un rosso, senza dubbio di grande valore, come il Salice Salentino Donna Lisa Riserva 2000, possa essere acquistato in enoteca a un prezzo di circa 25 euro. Prezzo che riflette in modo assolutamente corretto e onesto la grande qualità di questo prodotto, dal colore rubino intenso e di bella profondità, meno concentrato della versione precedente, ma dai profumi non meno eleganti. Intriso di una dolcezza olfattiva tutt’altro che sgradita, si apre a profumi di rosa e geranio appassiti, more e mirtilli maturi, delicati accenni vanigliati, tabacco, pepe rosa e bellissime nuances minerali e balsamiche. All’assaggio conferma una struttura giocata più sull’eleganza che sulla potenza, tannini vellutati e frutto morbido e dolce, sostenuto da una buona dose di freschezza, una persistenza lunga e corrispondente, dove il sottofondo ammandorlato è decisamente contenuto. Un vino che può essere apprezzato già ora ma con buone prospettive evolutive, da servire a 18° in calici ampi e generosi, con pappardelle al ragù di cinghiale, stracci di pasta verde al cervo brasato, tagliolini al sugo di lepre, anatra in casseruola, stracotto di manzo, bottaggio d’oca, costolette di castrato al forno e formaggi a pasta dura invecchiati.

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